Emergenza freddo: nuovo servizio di accoglienza per persone senza dimora aperto al Mirabello

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Da lunedì 26 febbraio – e tutti i giorni dalle ore 19 alle ore 7 del giorno seguente, sino a quando non sarà superato lo stato emergenziale – è aperto un nuovo spazio di ospitalità per persone senza dimora, nella palestra ‘Zavaroni A’ di via Matteotti 2, annessa all’impianto sportivo del Mirabello.

Lo spazio, che ha una capacità ricettiva di circa 20 posti, viene attivato dal Comune di Reggio Emilia sulla base del Piano di emergenza freddo, a seguito della diramazione da parte della Protezione civile regionale di un’Allerta di colore arancione per temperature previste estremamente basse. Si tratta di un’area di accoglienza straordinaria, che si aggiunge ai 138 posti già attivati in zone diverse della città dallo scorso novembre nell’ambito del più generale Piano di accoglienza invernale 2017-2018, attivo fino al 31 marzo.

L’area di ospitalità al Mirabello è gestita dai Servizi sociali comunali insieme con Asl, Polizia municipale, e con l’impegno indispensabile della rete di organizzazioni di solidarietà e volontariato del Terzo settore, in particolare con la cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII.

La disponibilità di questo nuovo punto di accoglienza viene comunicata alle persone in difficoltà dagli stessi operatori sociali e volontari e dagli operatori di strada che hanno un contatto diretto con realtà più complesse e marginalizzate.

PIANO DI ACCOGLIENZA INVERNALE – Il Piano di accoglienza invernale, promosso dal Comune con Caritas, Ausl, associazioni ed organizzazioni del privato sociale e del volontariato, prevede una serie di servizi di accoglienza e accompagnamento a favore di persone senza dimora o in condizioni di grave difficoltà socio-economica.

A oggi sono 138 i posti letto messi a disposizione complessivamente nel progetto in 32 realtà diverse nel territorio provinciale: numeri che possono crescere a seconda delle disponibilità delle strutture di accoglienza, segno del radicamento diffuso di un’esperienza che mobilita risorse sia istituzionali sia spontanee, con un valore aggiunto umanitario e solidale che mira a facilitare l’accessibilità ai percorsi di aiuto.

Inoltre, durante la notte è aperta la stazione ferroviaria di piazzale Marconi per accogliere persone già presenti all’interno della stazione in orari serali e che altrimenti troverebbero riparo in altri contesti del quartiere meno idonei. Il Comune s’impegna ad assicurare la pulizia degli spazi di attesa della stazione prima della sua riapertura quotidiana.

Il Piano di accoglienza invernale prevede, in diverse zone della città, di intervenire direttamente su strada: insieme all’Unità di prossimità dell’associazione Papa Giovanni XXIII, a Caritas e altre realtà di volontariato del territorio, si svolgno delle uscite serali e diurne per monitorare, incontrare, ascoltare i disagi vissuti dalle persone senza fissa dimora, con distribuzione, in caso di bisogno, di sacchi a pelo e di generi di conforto.

Per potenziare il numero di posti nelle strutture di accoglienza, è disponibile un dormitorio per persone con dipendenze e con problematiche socio-sanitarie già seguite dai Servizi sociali, che avranno l’ingresso alla struttura autorizzato dall’associazione Papa Giovanni XXIII. Anche la Casa albergo comunale, gestita dalla cooperativa sociale Dimora d’Abramo, rimane aperta tutto l’anno, con un orario invernale d’apertura di 24 ore al giorno.

Il dormitorio della Caritas, oltre all’accoglienza ordinaria, offre un rafforzamento invernale tramite l’adesione di un numero più grande di parrocchie e famiglie al progetto, con l’accesso delle persone in stato di bisogno garantito tramite un colloquio al Centro d’ascolto diocesano.

Il Piano di accoglienza invernale del Comune integra inoltre le politiche di accoglienza abitativa del Comune di Reggio Emilia disponibili tutto l’anno, i percorsi progettuali di carattere socio-sanitario per la “presa in carico” di situazioni complesse e un ampio sistema di servizi di supporto in risposta ai bisogni primari, gestiti in particolare dal privato sociale e dal volontariato.

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