Alla Pieve di Scandiano don Enrico e don Paolo co-parroci per 7 comunità

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Camisasca incontrerà le parrocchie di Santa Teresa, Natività, Pratissolo, Chiozza, Fellegara, Iano, San Ruffino

Vista dall’alto l’unità pastorale della Pieve di Scandiano si può iscrivere in un triangolo, più o meno equilatero, di 4-5 km per lato con al centro la città del Boiardo. Alle estremità stanno le comunità di Fellegara a nord e Iano e San Ruffino a sud. Le altre quattro parrocchie che compongono la Pieve si trovano sugli assi viari che collegano le estremità (Chiozza e Pratissolo – e in prospettiva Ventoso) o al centro del triangolo che abbiamo immaginato (le parrocchie della Natività e di Santa Teresa). In questo territorio risiedono circa 17mila persone. Si va dai 5.800 abitanti della Natività (Chiesa grande) ai 500 di San Ruffino.
Il vescovo Massimo Camisasca incontrerà le sette comunità della Pieve di Scandiano venerdì 2 e domenica 4 marzo.

Due co-parroci, 13 diaconi, i religiosi e tanti laici
La Pieve di Scandiano è stata eretta il 1° settembre 2014 e dal 14 settembre dello stesso anno ha avuto in dono due sacerdoti. O meglio, stando al diritto canonico, due parroci “in solidum”, cioè che condividono insieme i pesi e le gioie del ministero. Sono don Enrico Ghinolfi (parroco moderatore, cioè coordinatore) e don Paolo Crotti, che si divide fra gli impegni nella Pieve e gli incarichi diocesani da direttore dell’Ufficio di Pastorale Familiare e assistente della Fism.
Don Enrico e don Paolo collaborano insieme per la crescita delle sette comunità che attualmente compongono la Pieve. Sono co-parroci e per meglio esprimere questa particolare declinazione del loro ministero hanno scelto di vivere insieme nella canonica di via Pellegrini dietro la chiesa di San Giuseppe (chiusa per restauro) e a pochi passi da corso Vallisneri. Condividono la mensa, la preghiera, il confronto pastorale e i momenti di formazione.

Don Enrico e don Paolo si avvalgono della collaborazione di quattro sacerdoti: don Roberto Rapagnani che risiede presso la canonica di Pratissolo ed è incaricato insieme al diacono Aris Vinceti della cura pastorale dell’opedale “C. Magati” di Scandiano, don Battista Cerlini, residente a Scandiano e prezioso per le confessioni, così come don Giovanni Aguzzoli e don Giorgio Vellani che abitano nella Casa famiglia della Carità “Gilberto Baroni”. Da alcuni mesi inoltre presta servizio presso la Pieve di Scandiano anche don Rufin Ramdriamanjaka, sacerdote malgascio della diocesi di Farafangana, venuto a Reggio per studiare. Don Rufin abita insieme a don Enrico e don Paolo nella canonica della Natività.
Da non dimenticare che a Scandiano abita monsignor Paolo Rabitti, arcivescovo emerito di Ferrara – Comacchio e membro della commissione pontificia per i Vescovi.

Continua a leggere l’intero articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 28 febbraio

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