Con Gesù distruggiamo le opere del diavolo

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Don Dossetti ha analizzato l’azione dello spirito del male: le tentazioni, la disciplina dei sensi, le armi spirituali, l’esorcismo della santa Messa

Con l’inizio della Quaresima l’incontriamo subito, Satana, indaffarato a tentare Gesù sospinto nel deserto dallo Spirito Santo. Proprio al diavolo il parroco dell’unità pastorale “Santa Maria Maddalena”, don Giuseppe Dossetti, ha dedicato la catechesi annuale tenuta ai parrocchiani di San Pellegrino e Buon Pastore in quattro domeniche del Tempo ordinario. Considerata la rilevanza del tema, che è uno dei contenuti centrali della predicazione del ministero di Cristo, proponiamo qui una sintesi giornalistica, rimandando chi è interessato ad approfondire alle dispense raccolte sul sito www.sanpelle.it alla voce “Documenti”.
Gesù chiama il diavolo “il Principe di questo mondo” (Gv 12,25; 14,30), mentre san Paolo “il dio di questo mondo” (2Cor 4,4). Come viene confermato dall’Apocalisse, il suo fine è quello di sostituirsi al vero Dio e di pretendere un’adorazione idolatrica (Ap 12-13). Ma tale dominio, spiega don Giuseppe, si esprime in una volontà di morte i cui strumenti sono la menzogna e la seduzione: “Egli era omicida fin dal principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44).

Possiamo dire che tutta la vita di Gesù è un combattimento con Satana. “La guerra – dice don Dossetti – viene dichiarata nel momento del Battesimo al Giordano e si combatte nel deserto. Secondo l’evangelista Luca, lì il diavolo esaurisce «ogni genere di tentazione»; in altre parole, la battaglia decisiva ha già avuto luogo e il Figlio dell’uomo l’ha vinta con la sua fede assoluta nella presenza del Padre; il seguito della storia ne sarà la manifestazione: infatti «il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato» (Lc 4,13). Questo momento sarà la croce, quando le folle e i capi riprenderanno alla lettera le parole di Satana «Se sei Figlio di Dio, scendi dalla croce» (Mt 27,39-43)”. Il Risorto trasmette questa sua missione alla Chiesa: il primo segno che accompagnerà la predicazione dei discepoli nel mondo è proprio il potere di scacciare i demoni nel suo nome (Mc 16,17).

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 14 febbraio

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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