Francesco, umanesimo inclusivo

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Nel suo recente viaggio apostolico in Cile e Perù, papa Francesco ha fatto visita al Centro Penitenziario femminile di Santiago del Cile dimostrando ancora una volta come gli ultimi e gli emarginati sono sempre al centro della sua attenzione. In essi, infatti, vi è la cifra del Vangelo, buona novella proclamata in modo privilegiato agli esclusi delle società di ogni tempo.
È questo Vangelo che papa Francesco non si stanca di proclamare e diffondere “non solo attraverso la parola ma con potenza di Spirito Santo e con profonda convinzione” (1 Ts 1,5) ed è per questo che il suo messaggio contagia persone di qualunque credo muovendole a “tendere” la mano ai propri fratelli, per dire loro, come Gesù, “alzati”, sollevati dalla disperazione, dallo sconforto, dal dolore e riacquista speranza.

Il sogno di papa Francesco è quello di una società solidale e inclusiva fondata su un’idea forte di “dignità” che non dipende dalle nostre condizioni fisiche o psichiche, o dalle situazioni contingenti, ma dal fatto che tutti apparteniamo al genere umano, siamo esseri umani. Questa radicale uguaglianza costituisce un orizzonte antropologico inclusivo, non pensato solo per alcuni individui, ma per tutti, nel quale è possibile ritrovare il senso della condizione umana anche dentro esperienze di sofferenza, di fallimento e di emarginazione perché, di fronte ad esse, ciò che è amabile – e dunque degno di rispetto e di tutela – è la persona, e non il suo errore.

Da questo radicale riconoscimento della natura umana scaturisce la vera uguaglianza, quella che non elimina le differenze ma, anzi, sa dialogare e declinarsi con esse valorizzando il frammento di bellezza ed originalità che ciascuno porta dentro di sé.
Uguaglianza che fonda anche la vera giustizia, non imposta da leggi esterne, ma germinata dalla coscienza di appartenere al medesimo genere umano e di essere tutti depositari dei medesimi diritti e doveri.

Leggi tutto l’articolo di Piera Ruffinatto, docente di metodologia pedagogica Facoltà di Scienze dell’Educazione «Auxilium» di Roma, su La Libertà del 7 febbraio

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