Sport e Oratorio, binomio ok

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Intervista al consulente del Csi don Carlo Pagliari

Lunedì 5 febbraio alle 20.45 il Centro Sportivo di Reggio Emilia si ritroverà per una serata di formazione associativa dedicata a tutti coloro che rappresentano il cuore pulsante del comitato reggiano dell’Ente di promozione sportiva, prossimo all’appuntamento con il rinnovo del consiglio direttivo (si veda l’articolo a pagina 20). L’incontro, voluto dalla presidenza del Centro Sportivo provinciale e dal consulente ecclesiastico del Csi don Carlo Pagliari, che sarà anche il relatore del meeting, rappresenta un importante appuntamento associativo per la crescita spirituale e di “indirizzo” dell’Ente di promozione sportiva cittadina. A tal proposito abbiamo scambiato due parole proprio con don Pagliari.

Don Carlo, lei è il nuovo consulente ecclesiastico del Csi di Reggio Emilia. Che eredità le hanno lasciato don Simone Gulmini e don Pietro Adani che l’hanno preceduta in questo impegnativo compito?
L’incarico al Centro Sportivo è contestuale a quello che ricopro come direttore della pastorale giovanile diocesana: credo sia un bel segno che la Diocesi ha voluto mandare, riunificando così Oratorio e Sport nell’avventura educativa. L’incarico è finalizzato a indirizzare meglio l’esperienza sportiva sulle linee guida della stessa pastorale diocesana, senza perdere la qualità dell’organizzazione sportiva che è il campo primario dello stesso Csi.

Cosa ne pensa dell’attività del Csi di Reggio Emilia, che, con grande sacrificio, tanta passione e tanta professionalità, quest’anno ha fatto un nuovo record superando i 52 mila tesserati?
Il nostro Csi di Reggio Emilia è tra i più grandi e senza dubbio storici comitati a livello nazionale del Centro Sportivo e lo è per il lavoro svolto in termini qualitativi, organizzativi e di sviluppo di tantissime discipline sportive differenti, al di là dei classici campionati di calcio, basket e volley. Il Csi reggiano sta dando spazio a tante realtà cosiddette minori, con una presenza diversificata sul nostro territorio, che va a toccare le varie fasce di età e incontra i gusti sportivi di tanti. Inoltre, il nostro Comitato si è già dotato – e in questo può e deve ancora crescere – di una forte componente educativa e formativa, ed è l’aspetto di collegamento maggiore con la pastorale giovanile diocesana.

Don Carlo, secondo lei quant’è importante, in questo contesto che ha appena descritto, la figura di un consulente ecclesiastico?
Il consulente ecclesiastico, come dice il termine stesso… è un consulente, quindi fornisce consigli e orientamenti al Comitato perché rimanga nella linea di un’azione pastorale di ispirazione cristiana, che è alla base dell’identità del Csi, che ha una vocazione legata agli oratori. Dovremmo dare uno sguardo sullo sport vissuto in modo cristiano. Purtroppo i termini “parrocchiale” o “da oratorio” sono diventati sinonimi di “perdente” o “poco qualificato”… Invece noi cristiani avremmo il dovere di fare le cose meglio degli altri, abbiamo il dovere della bellezza e della qualità, vivendo lo sport per il massimo che può dare. Dare tutto in termini di prestazione e di impegno è importante anche per le realtà parrocchiali che devono però raggiungere determinati obiettivi mantenendo ferma quell’attenzione umana ed educativa che lo sport ci permette di vivere come occasione di crescita.

Continua a leggere tutta l’intervista di Lorenzo Chierici a don Carlo Pagliari su La Libertà del 31 gennaio

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