Sassuolo «Madonna del Carmelo»: quattro comunità vivaci e convergenti

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Dal 2 al 4 febbraio il vescovo Massimo incontrerà i fedeli dell’unità pastorale retta da don Marco Ferrari 

Di solito, all’unità pastorale “Madonna del Carmelo” di Sassuolo, le iniziative comuni a tutte le parrocchie partono dal Monastero delle Carmelitane Scalze di Montegibbio e si concludono alla Casa della Carità “La Visitazione” abitata dalle Carmelitane Minori della Carità. Sono i due polmoni spirituali attraverso i quali respirano i fedeli di questa zona che dalla periferia sud di Sassuolo si estende fino al comune di Prignano sulla Secchia.
Il territorio dell’unità pastorale è abitato da oltre 17mila persone e suddiviso in quattro parrocchie: la Santissima Consolata (il quartiere sassolese di Pontenuovo, abitato da 7mila persone), la parrocchia di San Pietro Apostolo nel quartiere di Rometta (6mila abitanti), la frazione di San Michele dei Mucchietti e le 14 borgate che formano la parrocchia dei Santi Nazario e Celso in Pigneto nel comune di Prignano sulla Secchia.

Il Vescovo incontrerà i fedeli della “Madonna del Carmelo” il 2, 3 e 4 febbraio.
Dal 2015 l’unità pastorale è guidata da don Marco Ferrari, già missionario fidei donum in Brasile dal 2002 al 2014 e sassolese di origine. Don Marco si avvale attualmente della collaborazione di don Romano Messori e di don Sandro Puliani, della comunità Redemptor Hominis. Anche don Sandro ha un passato missionario: è stato in Camerun per 15 anni dal 1994 al 2009.
Don Romano abita insieme a don Marco nella canonica della Consolata mentre don Sandro vive a Rometta. I tre sacerdoti condividono il momento del pranzo.

Primi collaboratori dei presbiteri sono quattro diaconi impegnati in questo territorio. Ad ognuno di essi sono stati assegnati ambiti specifici della pastorale: Paolo Bellei (ordinato nel 2016 e referente per Liturgia, ministri straordinari della Comunione, formazione e iniziazione cristiana degli adulti); Gianluca Braglia (ordinato nel 2016 e referente per il cammino delle famiglie e la formazione degli educatori); Gino Vivi (ordinato nel 2016 e coordinatore per l’animazione alla carità) e Paolo Macchioni ordinato nel 1989.

Continua a leggere tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 31 gennaio

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