La veste di don Pasquino Borghi

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Il Vescovo presiede la Messa in San Pellegrino il 30 gennaio alle 18

Il prossimo 30 gennaio la veste che don Pasquino Borghi indossava quando venne fucilato assieme ad altre otto persone, verrà collocata nella sagrestia della chiesa di san Pellegrino. Sono trascorsi ormai settantaquattro anni da quell’alba d’inverno del 1944, dai giorni tristi e angosciosi di una guerra che sembrò travolgere ogni sentimento di pietà.
Don Pasquino era parroco a Tapignola, un borgo della Val d’Asta, poco distante da Villaminozzo. Nella sua canonica egli ospitava dei militari alleati, fuggiti dalla prigionia, in attesa di passare le linee. Nello stesso tempo, egli era in contatto attivo con le formazioni partigiane della zona.
Il 10 gennaio del 1944 egli scese a Reggio e incontrò in san Pellegrino don Angelo Cocconcelli e Giuseppe Dossetti senior. L’incontro avvenne probabilmente proprio nell’attuale sagrestia, che allora era l’ufficio parrocchiale. I suoi interlocutori gli dissero che egli correva un rischio troppo grande, che i fascisti ormai sospettavano di lui, e che quindi era necessario mandar via questi ospiti.
Don Angelo ha raccontato l’episodio nella commemorazione di don Pasquino, che egli tenne nell’ultimo anno della sua vita, il 30 gennaio 1999: “Don Pasquino ripeteva sempre: «Ma dove li mando con trenta centimetri di neve gelata, se nessuno li vuole!». «Ma è un pericolo mortale!». E lui: «Ma si può anche dare la vita per la patria libera»”. Il 21 gennaio egli venne arrestato, condotto a Reggio e fucilato pochi giorni dopo.

Continua a leggere tutto l’articolo di Giuseppe Dossetti su La Libertà del 24 gennaio

La chiesa di Tapignola

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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