Rinnovato dall’Albania

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Il bilancio di don Torelli, rientrato dalla missione

Pubblichiamo una riflessione sulla missione diocesana in Albania scritta da don Stefano Torelli, già fidei donum, per descrivere il suo rientro in Italia. Don Stefano è il responsabile generale dell’Istituto secolare dei Servi della Chiesa.

Dopo alcuni mesi dal ritorno dall’Albania, mi sento ancora un po’ provvisorio come se dovessi rientrare a casa. Ma la casa adesso è in Italia. Forse perché si investe tanto di sé stessi, forse perché alla fine si entra tanto in comunione con la gente che ti sembra di essere del posto.
Questo succede anche in Italia, ma in missione la realtà ti chiede in maniera nuova di metterti in discussione, di ascoltare…
Questo lo impari davvero! Capire che ci sono dei perché nelle cose che non sono i tuoi. Sono diversi. Puoi essere d’accordo o no, ma è così! Per dialogare devi conoscerli e riconoscerli, vedere dove c’è un dialogo possibile.

E aggiungo: partendo dal mettere al centro gli ultimi. Loro sono stati in questi anni il baricentro su cui leggere il nostro stile di casa, di missione, di scelte per spenderci e spendere… Il fare un gruppo di adolescenti, l’essere vicini e utili a due bambini ammalati, l’aiutare i ragazzi a leggere e a scrivere e ad andare in convitto… sono segni che abbiamo deciso di dare come risposta nostra specifica, dicendo che il Signore ci fa dei doni e questi sono, a partire dagli ultimi, di tutti!

Ringrazio tanto i giovani che hanno fatto comunità con me e quelli dei campi estivi venuti non solo Reggio Emilia ma anche da Modena, Bologna, Paina (in Brianza)… Con il loro entusiasmo hanno dato concretezza a queste scelte, ciascuno dando un apporto originale e coraggioso, spesso superando le misure che avevo in mente io da cinquantenne! A proseguire il lavoro pastorale in questi ultimi mesi sono state le due giovani missionarie laiche, Federica e Virginia, che ora si apprestano a tornare perché volge al termine il loro periodo di servizio.
La nostra presenza in Albania prosegue attraverso l’opera delle suore nella Casa di Carità di Laç Vau-Dejes e i progetti portati avanti dai giovani volontari di Reggio Terzo Mondo.

Leggi l’articolo completo di Stefano Torelli su La Libertà del 24 gennaio

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