Il Papa in Cile: ascolto e sorprese

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Francesco ha pianto con le vittime di abusi e abbracciato i Mapuche

Ascolto. È la parola chiave del viaggio del Papa in Cile, prima tappa del suo 22° viaggio apostolico internazionale, che lo ha visto tornare per la sesta volta, dall’inizio del pontificato, in America Latina. Ascolto, innanzitutto, del dolore delle vittime degli abusi, nominate già nel suo primo discorso alla Moneda e poi incontrate personalmente in privato per piangere con loro. Ascolto delle donne, quelle del carcere femminile di Santiago, fazzoletti bianchi e tanta commozione per salutare un Papa che entra per la prima volta in un penitenziario di sole donne e parla loro di riscatto. Ascolto dei popoli autoctoni, anch’essi menzionati già nella parte politica del discorso alle autorità e poi abbracciati nella messa all’aerodromo di Maquehue e durate il pranzo a Temuco con i mapuche.

Ascolto dei giovani, ai quali nel Santuario di Maipù ha consegnato la “password” di Alberto Hurtado, il santo gesuita che con la sua “camioneta” verde girava per raccogliere gli emarginati da ospitare nel suo Hogar de Christo. La prima giornata cilena è finita per il Papa nel suo santuario, a pregare nella sua tomba, così come era cominciata con il “fuori programma” della sosta presso un’altra tomba: quella del “vescovo dei poveri”, monsignor Enrique Alvear Urrutia. Ascolto, infine, di due vittime della dittatura di Pinochet durante la repressione degli anni Settanta, che hanno consegnato una lettera al Papa prima del congedo dal Cile.

Dolore e vergogna
“Non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa”. Il Papa entra, il 16 gennaio, nel palazzo presidenziale de La Moneda, per l’incontro con le autorità, e fa subito riferimento al tema degli abusi, su cui torna anche nel discorso al clero dalla cattedrale di Santiago: “Conosco bene il dolore che hanno significato i casi di abusi contro i minori”, dice Francesco. “So – aggiunge – che a volte avete subìto insulti sulla metropolitana o camminando per la strada; che andare ‘vestiti da prete’ in molte zone si sta ‘pagando caro”.
Non ha dubbi, il Papa, la soluzione è una sola: “Chiedere a Dio che ci dia la lucidità di chiamare la realtà col suo nome, il coraggio di chiedere perdono”. Poche ore prima, l’incontro strettamente privato, subito dopo il pranzo in nunziatura, con alcune vittime delle violenze.

Continua a leggere l’articolo di Maria Michela Nicolais su La Libertà del 24 gennaio

Santiago, 16 gennaio: viaggio apostolico in Cile e Perù (15 – 22 gennaio); Papa Francesco celebra la Santa Messa nel Parque O’Higgins

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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