UCID Reggio Emilia: un anno di attività

Stampa articolo Stampa articolo

Le sfide della cultura digitale affrontate in un ciclo di conferenze che ha coinvolto esperti, uomini di impresa, sacerdoti e insegnanti

La Sezione reggiana dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti (Ucid), guidata dal presidente professor Luigi Grasselli, nel 2017 ha invitato uomini di impresa e protagonisti dell’industria 4.0, esperti di tecnologie, sacerdoti e insegnanti ad affrontare il tema della cultura digitale, intesa non solo come evoluzione tecnologica, ma per analizzare in particolare i risvolti etici e l’impatto su privacy e libertà personale che questo rapido progresso ha determinato nella vita delle persone.

Un ciclo di conferenze, iniziato a maggio e conclusosi a fine anno, che ha rivelato nuovi e inaspettati scenari soprattutto per coloro che sono nati nel secolo scorso, favorendo l’aumento della consapevolezza e la cultura sul tema.

In particolare l’incontro con don Marco Sanavio, esperto di media digitali e sociali e membro del consiglio direttivo dell’Associazione webmaster cattolici italiani, nonché autore del libro “Generazioni digitali”, ha sottolineato l’importanza di formare giovani e adulti al corretto utilizzo degli strumenti digitali e dei social network per distinguere tra realtà virtuale e vita reale.

“Perché la rete digitale non è una rete di fili, ma di persone umane e le nuove tecnologie e i nuovi strumenti di comunicazione, quando ben governati, hanno sicuramente favorito la comunicazione tra le persone, la libera circolazione delle informazioni, sveltito processi di produzione e ridotto le attività manuali”, così come ha sottolineato Padre Antonio Spadaro – gesuita, teologo e studioso dell’era digitale, tra i consiglieri più vicini a Papa Francesco e per questo direttore della rivista La Civiltà Cattolica, una delle riviste più antiche e prestigiose del mondo, fondata nel 1850, considerata la voce del pontefice –  intervenuto a conclusione del ciclo di conferenze.

Un’evoluzione digitale che presenta sicuramente molte luci, ma ancora qualche ombra rispetto a nuovi stili di vita che l’uomo deve imparare a gestire. In futuro le macchine lavoreranno per noi e le persone potranno disporre di molto tempo libero: è il tema sociale, quindi, la vera sfida dei prossimi anni.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

Lascia un commento