Anni brevissimi e lunghissimi

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Grandioso concerto della Cappella Musicale e degli Ottoni della Cattedrale il 7 dicembre, 5° anniversario della consacrazione episcopale di Camisasca

Conosciamo già la Ghiara come galleria d’arte sublime (una delle “cappelle sistine” della città, unitamente a San Prospero) e come tempio mariano teatro di preghiere e miracoli ottenuti, nel corso dei secoli, per intercessione della Regina di Reggio. Giovedì 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata Concezione, in tanti hanno modo di saggiarla come potente auditorium, in grado di amplificare naturalmente i timbri, i colori e gli accenti musicali proposti in modo eccellente dalla Cappella Musicale e dagli Ottoni della Cattedrale. In repertorio, come annunciato, canzoni, sonate, mottetti e parti rituali, composizioni di Claudio Monteverdi (Cremona 1567 – Venezia 1643) e Giovanni Gabrieli (Venezia 1554/1557 – 1612).

Quando sono da pochi minuti trascorse le 21, davanti all’altare maggiore della Basilica pavesato di dodici leggii e di un organo a baule, si presenta monsignor Alberto Nicelli, il primo regista di questa serata di omaggi e di gratitudini. Nel suo indirizzo di saluto il Vicario generale sottolinea come la luce mariana illumini da sempre il ministero del vescovo Massimo, fin da quando il 16 dicembre 2012, proprio in Ghiara, egli depositò ai piedi della Beata Vergine i suoi doni: un vaso di 66 rose, tante quante gli anni compiuti allora dal pastore, una corona del Rosario che fu regalata a sua madre da Giovanni Paolo II, e due anelli di fidanzamento, per invocare la benedizione della Madre celeste sulle famiglie reggiano-guastallesi. Per arrivare a quest’anno da ricordare, con la Consacrazione della Diocesi al Cuore Immacolato di Maria, il 13 maggio, e il Discorso alla Città per san Prospero dedicato al genio della donna, avendo ancora una volta come modello la Tota pulchra.

Dopo Nicelli, è proprio monsignor Camisasca che, a sorpresa, si porta al microfono per un annuncio accolto dagli applausi, mentre gli si accosta la presidente della Mensa del Povero in vescovado, Mariachiara Visconti Gramoli: “È con immenso piacere – dice – che le consegno il contributo di 20.000 euro raccolto in occasione della Giornata dei Poveri con la mia più sincera gratitudine per l’esempio di carità cristiana che ogni giorno i volontari della mensa testimoniano all’intera nostra Chiesa”.
E lei, Kicca, risponde emozionata al Vescovo: “In 52 anni è la prima volta che viene fatta una raccolta del genere in tutta la diocesi per la Mensa. La mia riconoscenza e quella di tutti i volontari che ogni giorno lavorano in mensa per tutti è con lei e la ringraziamo veramente di cuore”.

Continua a leggere l’intero articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 16 dicembre

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