Il modello reggiano contro la povertà educativa

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Si tiene a Reggio Emilia la seconda tappa della manifestazione nazionale dedicata a progetti contro al povertà educativa. L’appuntamento è per il 6 dicembre alle ore 10, all’aula magna Manodori dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Tema dell’incontro ‘La città dei bambini, dal nido all’università. Il modello reggiano contro la povertà educativa’. 

Nel nostro Paese, oltre un milione di minori vive in povertà assoluta e un bambino su tre è a rischio di esclusione sociale. Anche l’Europa ha lanciato un grido d’allarme mettendo in evidenza come povertà educativa e materiale si incrementino a vicenda.

Da un accordo tra governo, fondazioni bancarie e forum nazionale del terzo settore è nato quindi un fondo per contrastare l’abbandono scolastico e le difficoltà di accesso all’istruzione che molti bambini vivono ancora. La Fondazione Manodori ha aderito e sollecitato altri soggetti del territorio reggiano a partecipare ai bandi. Due progetti presentati da realtà reggiane hanno già ottenuto i fondi per la realizzazione.

Il modello reggiano è oggi conosciuto a livello internazionale come ‘Reggio Emilia Approach’, un approccio pedagogico maturato a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso e che ha creato un sistema misto di gestione delle scuole d’infanzia particolarmente innovativo e, per l’epoca, rivoluzionario. Si può quindi, a buon diritto, parlare di Reggio Emilia come ‘la città dei bambini’.

Proprio su questi temi sarà chiamata a confronto l’intera comunità educante del territorio, con interventi di Gianni Borghi, presidente della Fondazione Manodori, Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia, Mario Maria Nanni, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Riccardo Ferretti, prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia. A concludere i lavori sarà Carlo Borgomeo, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini.

“Siamo particolarmente orgogliosi – ha detto Gianni Borghi – che la nostra città sia stata individuata come punto di riferimento per l’educazione di bambini e ragazzi. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare, soprattutto per rispondere alle emergenze di questi ultimi anni. L’educazione ha un enorme valore umano e sociale e come Fondazione Manodori investiamo in modo particolare in questo settore, convinti che sia la leva per un futuro migliore per tutti”.

Nel corso della giornata interverranno anche i ragazzi, i docenti e le organizzazioni del terzo settore. A presentare i progetti sul territorio saranno Carla Rinaldi, per il progetto ‘Farsi comunità educante’, e Paola Cagliari, progetto ‘Modificare il futuro’.

La manifestazione nazionale è partita da Torino e nei prossimi mesi farà tappa a Milano, Napoli, Brindisi, Catania. L’incontro conclusivo sarà la prossima primavera a Roma, dove le storie e le buone pratiche raccolte durante la campagna verranno simbolicamente consegnate alle istituzioni.

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo – la cui dotazione è di 360 milioni di euro per tre anni –  a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con il Sud.

In poco più di un anno sono stati pubblicati tre bandi (Prima Infanzia 0-6 anni, Adolescenza 11-17 e Nuove Generazioni 5-14 anni, quest’ultimo ancora in corso con scadenza il 9 febbraio) e approvati i primi ottanta progetti relativi alla fascia di età 0-6 anni, sostenuti con 62,2 milioni di euro. Info su www.conibambini.org

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