Studio Teologico Interdiocesano, avviato il nuovo anno accademico

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Da La Libertà del 2 dicembre

Nella mattinata di venerdì 17 novembre, presso il Seminario di Reggio Emilia, si è tenuta l’inaugurazione ufficiale dell’anno accademico dello Studio Teologico Interdiocesano (STI), che accoglie i seminaristi delle diocesi di Modena, Reggio, Parma e Carpi, i membri degli studentati dei Saveriani di Parma e dei Cappuccini di Scandiano, nonché diversi laici e laiche delle nostre zone. La mattinata è iniziata con la conferenza tenuta dal professor don Paolo Gherri, presbitero di Reggio e già docente dello STI, ora ordinario di Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense, che ha trattato il tema “Risorse e limiti del Diritto canonico nella Chiesa e nella formazione teologica”.

Il professor Gherri ha anzitutto sostenuto la natura fisiologica del diritto all’interno della Chiesa, contro una certa idea anti-giuridica che vede nel diritto una freddezza e una rigidità che limita e ostacola una pastorale che dovrebbe essere invece creativa e fantasiosa. Per questo egli ha insistito sul diritto come risorsa: come lo scheletro è solo parte del corpo ma gli consente di sostenersi, come la grammatica è preceduta dalla lingua ma le consente di mantenere la sua finalità comunicativa, come il farmaco non è all’origine della vita ma è al servizio della sua sopravvivenza, così il diritto si pone al servizio della più ampia vita della Chiesa.
Infatti non è mai possibile distaccare dalla realtà pastorale una componente giuridica, dal momento che questa serve per concretizzare scelte che diversamente rimarrebbero del tutto inefficaci nella prassi: in questo senso il diritto non impedisce l’operatività, ma anzi la indirizza.

Le stesse norme poi servono da guard-rail, per consentire in positivo una soglia minima di autenticità della condotta ecclesiale o sacramentale e in negativo ad arginare delle condotte che diventerebbero contradditorie rispetto a ciò che si vorrebbe mettere in atto. In altre parole, il diritto canonico offre e permette di realizzare all’interno della vita della Chiesa una sintesi realistica e concreta di una certa visione teologica.
Un ultimo aspetto su cui poi il professor Gherri si è soffermato è stato quello della logica sottostante al dilemma tra limite e risorsa: infatti, se le norme canoniche sono percepite come imposizioni di tipo tributario, saranno sempre percepite come eccessive; se invece sono degli indirizzi di direzione posti a salvaguardia dell’autenticità e della qualità dell’azione ecclesiale, allora l’ampiezza di tale copertura giuridica potrà essere vista come una risorsa, anzi il suo essere limite al qualunquismo e all’arbitrio sarà una garanzia per chi rischia di subire questi comportamenti arbitrari.

La mattinata è proseguita con la Concelebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Reggio Emilia-Guastalla monsignor Massimo Camisasca, che nell’omelia ha sviluppato il tema del ruolo dello studio nella preparazione dei seminaristi (si veda sotto). Il tutto si è concluso con un breve buffet aperto a tutti i membri dello STI.

Daniele Moretto
direttore dello STI

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana