Gioie e fatiche del vivere a Carpineti

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Il Vescovo visita l’unità pastorale il 2 e il 3 dicembre

Dall’alto dei suoi 805 metri il monte Antognano domina la vita dell’unità pastorale di Carpineti. Oltre 1.000 anni fa in cima al monte Matilde edificò un castello che poi divenne la preferita tra le sue residenze.
“La visita del Vescovo – afferma monsignor Guiscardo Mercati – sarà una nuova opportunità per mettere al centro dell’azione pastorale, ancora una volta, il lavoro comune tra diverse parrocchie. Sarà un modo per dire che scommettiamo sulla vita in montagna”.
Il Vescovo visiterà le 14 comunità carpinetane il 2 e il 3 dicembre.

Insieme a monsignor Mercati (parroco di San Prospero di Carpineti, Pontone, San Pietro, San Donnino di Marola, San Biagio, Poiago, Pianzano e Onfiano) operano nel Carpinetano don Villiam Neviani (parroco a Valestra, Casteldaldo, Santa Caterina, Colombaia, Bebbio) e il 93enne don Giuseppe Bottazzi, parroco a Pantano. Monsignor Mercati e don Neviani risiedono insieme, da ormai 13 anni, a Carpineti.

Una fede viva
Nel territorio di Carpineti abitano e operano anche don Creardo Cabrioni, aiuto festivo, e coordinatore del Centro di spiritualità di Boastra, e don Ruggero Orieli, che risiede presso la sorella a San Biagio e si rende disponibile in particolare per le confessioni.
A Carpineti c’è infine una comunità di tre suore “Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria”, dal carisma mariano, dedite all’accoglienza dei bambini nella scuola materna parrocchiale.
Il Carpinetano è stato storicamente un bacino di numerose vocazioni sacerdotali per la vicinanza con il Seminario di Marola. E anche oggi la fede è tutt’altro che sopita. La frequenza alle messe domenicali registra percentuali tra il 25% e il 30% in tutta l’unità pastorale.

Continua a leggere tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 2 dicembre

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Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana