Miracoli del Patrono: san Prospero si diverte

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Soprattutto paralitici tra i beneficati per sua intercessione

Il ritmo reggiano della vita è fatto di senso pratico perché sa di leggerezza e di coralità, di sofferenza e di gioia. è reale e musicale al tempo stesso. è ritmico perché ha bisogno del basso e dell’alto in un contrappunto continuo, che ha lo scopo di rendere leggeri i pesi della vita. La sofferenza e la gioia sono così intimamente legate da generare quella dolcezza tipicamente reggiana che è fatta di intimità e di condivisione al tempo stesso. Essa dona pace ed illumina lo spirito. è la leggerezza nel saper vivere la dote più grande dei reggiani.

La reggianità di San Prospero
San Prospero è ‘reggiano’ nel modo di compiere i miracoli, perché sembra divertirsi. Egli da vescovo della diocesi insegue i reggiani sofferenti della città e del contado, invitandoli attraverso visioni un po’ misteriose, che si chiariscono men mano, perché è sempre l’attesa il momento più bello.
Egli vuole donare la gioia del miracolo, prima che avvenga.
Nell’attesa si contempla ciò che deve avvenire, in una visione continua, che dal soprannaturale diventa naturale, come in una bella favola, in cui le miserie della vita, pur presenti, si trasfigurano in momenti di gioia perfetta. Tra i miracolati ci sono alcuni francesi, quasi a voler rivendicare l’origine francese del Santo, nonostante sia stata smentita da illustri reggiani.

Leggi l’articolo integrale di Daniele Rivolti su La Libertà del 25 novembre

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