L’opportunità di un sì libero e cosciente

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Professione di fede dei giovani la sera del 25 novembre in Duomo

Da La Libertà del 18 novembre 

Sabato 25 novembre 2017 alle 20.45 in Cattedrale a Reggio Emilia vivremo quello che è diventato ormai il primo tradizionale appuntamento diocesano annuale dei giovani col Vescovo: la celebrazione della Professione di Fede.
Nelle unità pastorali, così come nelle associazioni o movimenti, da diversi anni, secondo il progetto per l’educazione nella fede degli adolescenti 14-19 anni “Salì in una barca” (scaricabile in formato pdf sul sito internet www.pastoralegiovani.re.it), la Professione di Fede è diventata un’opportunità offerta a quei ragazzi che camminano da tempo in un percorso intenso coi loro educatori e sacerdoti: celebrato il sacramento della Cresima, possiamo infatti dire che sia terminata l’iniziazione cristiana? Non è forse vero che la sfida autentica della scoperta della novità e della bontà del Vangelo inizia proprio con l’adolescenza? Anzi, più che “inizia”, sarebbe bene dire “va in crisi”!

Ed è proprio questa la bella notizia: nell’adolescenza si apre un’epoca di crisi, cioè di messa in questione di tanti aspetti della vita, tra cui anche la fede. Saper sfruttare le questioni, i dubbi, le critiche e il desiderio di autenticità tipici di questa età, significa vivere tutta l’entusiasmante (ed impegnativa) avventura del raccontare e vivere l’esperienza di Cristo legato alla vita dei ragazzi, mostrando come c’entri assolutamente con l’esistenza, e come il suo incontro faccia la differenza nella realtà.

Il tempo che si apre tra i 14 e i 19 anni sarebbe bene, dunque, non chiamarlo più “dopo-Cresima”: nome infelice che dice, da una parte, di una eccessiva centralità data alla sacramentalizzazione, e dall’altra dell’evidente imbarazzo di non riconoscere la dignità e l’opportunità di un’epoca splendida, relegandola a fase indefinita che “viene dopo” qualcosa d’altro… Chiamiamolo “Giovanissimi” oppure “Adolescenti” o con altri nomi originali, ma ridiamogli dignità educativa, avendo chiaro dove si comincia, ma soprattutto verso cosa e verso chi si tende: maturità della fede, come scelta libera di adesione al Signore Gesù, che fa maturare l’umano in modo bello.
Il percorso, così, ha tutta una sua grandezza e una sua articolazione, che si snoda in circa sei anni, ed è finalizzato alla creazione di un nucleo pulsante di adolescenti prima, e giovani poi, che intraprendono un cammino di fede coi loro educatori e sacerdoti; cammino impegnativo, coerente, affascinante, divertente, profondo; itinerario che si snoda dalla celebrazione della Cresima (12-14 anni) fino ad una prima maturità di fede, che inizia a corrispondere al tempo delle prime scelte impegnative che la vita stessa pone davanti ai ragazzi (università, lavoro…) intorno ai 19-20.

Giunti a questa età, è esattamente qui che la proposta della Professione di Fede diventa l’occasione di poter prendere coscienza del cammino fatto, dando ai giovani la possibilità di esprimere la volontà di diventare discepoli di Gesù, con i connotati di una scelta più libera e matura, sulla quale iniziare poi il percorso di scoperta della propria vocazione, che si apre nella fascia di età 19-30 anni.

Il vescovo Massimo chiede di fare memoria della propria storia personale, e cercare proprio lì le occasioni, gli eventi, le parole, gli incontri e i testimoni attraverso cui Dio ha mostrato la sua cura e la sua presenza.
Ai giovani si chiede di riguardare la propria vita: non è una grandissima occasione per loro quella di aiutarli a trovare il senso di un cammino?
A 19-20 anni o anche di più, che uno creda o meno nel Signore Gesù, non dovrebbe cominciare a mettere dei punti fermi nella propria vita? E se Dio c’è, allora deve essere lì, dentro alla vita, dentro alla storia, con la sua forza e la sua delicata presenza.

In queste ultime settimane diversi ragazzi e giovani stanno lavorando su questa memoria personale: alcuni di loro arriveranno a decidere di fare la loro Professione di Fede in Cattedrale nelle mani del Vescovo. A tutti gli altri, e a noi che pregheremo con loro, rimane l’occasione di lasciarci stimolare dalle loro testimonianze (che ascolteremo la sera in Cattedrale) nel continuare a camminare verso il Signore Risorto!

Carlo Pagliari

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana