Barriere

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La domanda si era presentata spontanea alla mia mente mentre stavo preparando il menabò del catalogo della mostra ‘Coinvolti’ del dicembre del 2015, allestita nella chiesa di San Carlo in centro a Reggio. Fra gli enti e associazioni che avevano contribuito alla sua realizzazione c’era un logo che recitava: “Reggio Emilia città senza barriere”. Voglio qui evitare ogni fraintendimento polemico con chi amministra la città, non è questa la mia intenzione, infatti il dubbio che mi solleticava era un altro: volevo io vivere veramente vivere in una ‘città senza barriere’?

Alla richiesta di iniziare un nuovo progetto con i ragazzi del ‘Nessuno escluso’ non ho potuto fare a meno di domandarlo anche a loro. Stavo seduto sulla cattedra, davanti a me metà dei ragazzi sedevano su una carrozzina, mentre alcuni altri non è che fossero proprio svelti e veloci nel camminare. La risposta unanime fu che loro ci avrebbero abitato proprio volentieri in quella città, ma in seguito abbiamo cercato di approfondire la cosa.

È così ben presto saltato fuori che il termine ‘barriere’ non ha una accezione solamente negativa, anzi a volte questi limiti sono assolutamente necessari. In effetti proprio lì vicino a noi, allora il ‘Nessuni escluso’ era nella vecchia sede di Mancasale, passava la ferrovia Reggio-Guastalla e per raggiungere il paese di Pratofontana si doveva attraversare un passaggio a livello con le sue belle sbarre, dipinte di bianco e di rosso per essere ben visibili. Proprio lì abbiamo iniziato la nostra ricerca sulle barriere, andando tutti insieme a scattare la prima fotografia. 

Nessuno Escluso, Passaggio a livello

In classe la nostra lavagna si è presto divisa in due, da una parte le barriere positive, dall’altra quelle negative. Infatti, a ragionarci sopra per bene, le situazioni sono diventate come le ciliegie, una tirava l’altra. Così, dopo quelle più ovvie sulle buche, sulle scale e sui gradini, insomma tutte quelle barriere evidenti per chi ha difficoltà nel muoversi, sono arrivate quelle toste: la barriera del suono, le barriere che ognuno di noi alza nei riguardi di qualcuno, le barriere di razza e di religione, insomma tutte quelle barriere mentali che ognuno di noi ha ben dentro la sua testa. Poi è stata la volta delle dighe, che ci forniscono acqua ed energia, ma sono delle signore barriere, dei semafori, che regolano il traffico, delle finestre, che ci difendono dal caldo in estate e dal freddo d’inverno, quello che fanno tutto sommato anche i vestiti che ci portiamo addosso, delle porte, che impediscono ai ladri e alle persone indesiderate di entrare dove non sono desiderate, dagli occhiali da sole che ci difendono dalla troppa luce e, perché no, dalla crema solare che ci fa da barriera in estate contro i raggi ultravioletti. Insomma ogni volta che ci si riuniva, dopo aver scattato una fotografia, saltavano fuori sempre nuove situazioni e nuovi esempi. 

Nessuno Escluso, Misantropia

Nessuno Escluso, Pregiudizio

Infine ecco il momento di presentare la nostra indagine, noi ci siamo divertiti parecchio, a voi lasciamo una cosa importante: abbasso le barriere e viva le barriere, perché spesso si usano delle parole che sono diventate luoghi comuni, ma non sempre nel loro significato più completo.

Per commentare la rubrica scrivi a giuseppemariacodazzi@laliberta.info

 

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