Narcisi e eterni adolescenti: generazione senza archetipi

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Correggio: l’intervento dello psicoterapeuta Claudio Risé, ospite del «Frassati»

Il Circolo Beato Piergiorgio di Frassati di Correggio ha invitato nei giorni scorsi il professor Claudio Risé, psicoterapeuta molto noto per aver analizzato la figura della crisi del padre e della paternità. Risé è stato ospitato per una conferenza che si è svolta nella sala XXV Aprile alla presenza di genitori e insegnanti con tema “la sfida del terzo millennio”.
Inevitabile, tra gli argomenti trattati, quello del bisogno di tornare agli archetipi originari che aiutano l’uomo a trovare un suo spazio di vitalità in una società che ha perso i punti di riferimento. è questo infatti uno degli approcci che Risé utilizza nel suo ultimo libro “Vita Selvatica”, scritto con il giornalista Francesco Borgonovo.

Archetipi, dunque. In grado di ridare alle nuove generazioni quei riti di passaggio fondamentali che ormai hanno perso e che consentivano a un ragazzo di diventare finalmente un uomo.
“Togliendo i riti di passaggio, abolendo l’iniziazione al dolore e alla compassione, abbiamo generato una società di eterni adolescenti”. Invece – ha detto Risé alla platea del XXV Aprile -, darsi in nutrimento nell’arida terra desolata significa anche ricordare che “l’uomo e la sua anima non possono vivere senza una relazione con la bellezza, il divino, il tempo”.

Da oltre un secolo e dopo la desertificazione prodotta dalle ideologie novecentesche noi siamo alla disperata ricerca di “forme senza le quali non si vive: spazi, perimetri, limiti elargitori di senso e identità, che siano essi un orto, un poema o una visione del mondo. Sopravviviamo, consumando le riserve di una lunga storia culturale, ma rischiamo ormai una vita completamente scollegata da qualsiasi partecipazione al divino, la vera fonte di energia profonda e inesauribile abbondanza”, ha aggiunto.
In questo interregno ci si apre innanzi la tentazione dell’abdicazione all’umano, la resa alla tecnica. è qui che Risé ha toccato uno dei temi centrali della sua riflessione e uno dei rischi più pericolosi per le nuove generazioni: l’utilizzo dello smartphone.

Leggi l’articolo completo su La Libertà del 4 novembre

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura