Cento miliardi di neuroni

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È accertato che ogni uomo abbia circa cento miliardi di neuroni nel proprio cervello. Pare che la cosa riguardi anche me.
È accertato che il cervello sia la sede del pensiero, l’artefice dell’intelligenza. Pare che la cosa riguardi anche me.
Qualche dubbio però ce l’ho.
Se l’intelligenza è la capacità di risolvere situazioni nuove nel modo più razionale e con il minor spreco di energie, dubito fortemente di essere corredato da tutti i cento miliardi di neuroni che si dice ci siano.
O almeno, se ci sono tutti, qualcuno batte la fiacca.

Quando sono davanti ad un telefonino, o a un computer o anche semplicemente ad un videogioco, sembra infatti che un congruo numero di loro incroci le braccia e si rifiuti di funzionare.
Il fatto che stia scrivendo servendomi di uno di questi aggeggi non vuole dire che abbia risolto, almeno in questo caso, il problema; vuol dire semplicemente che qualcuno mi ha detto come si fa e che io mi sono scritto tutto su di un foglietto: se perdo il foglietto sono fritto! Il problema è che i foglietti cominciano ad essere tanti, troppi.
La verità è che quando sono alle prese con queste diavolerie mi si blocca il pensiero, non capisco più niente: cento miliardi di neuroni con relative sinapsi restano impietriti a guardare e non fanno niente per venirmi incontro.
Quando sono davanti ad un videogioco non so da che parte incominciare; e il fatto di avere giocato in gioventù con biglie e coperchietti non mi aiuta certo.
Così come non mi aiuta il fatto di avere lavorato con matita e righelli quando mi trovo alle prese con Excel.

Continua a leggere tutto l’articolo di Franco Zanichelli su La Libertà del 4 novembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura