Don Daniele e la Messa al circo

Stampa articolo Stampa articolo

Come don Torreggiani, che 60 anni fa veniva illustrato da Molino

Da La Libertà del 28 ottobre

Che la Chiesa reggiana abbia avuto grande importanza nel seguire il cammino spirituale degli artisti e del personale del circo è cosa abbastanza nota. La ragione sta nel fatto che il fondatore dei Servi della Chiesa, don Dino Torreggiani, li ha accompagnati instancabilmente per gran parte della sua vita sacerdotale, con un amore che lo ha portato perfino a fondare a Scandicci, vicino a Firenze, la Casa di riposo per gli artisti della spettacolo viaggiante.
Ma forse non tutti sanno che il 24 marzo del 1957 la Domenica del Corriere gli dedicò una bella copertina a firma Walter Molino (si veda la foto). La didascalia recitava: “Battesimo fra i leoni. Nella gabbia delle belve, ritta in mezzo alla pista del circo Orfei a Milano, monsignor Dino Torreggiani, cappellano della Comunità parrocchiale viaggiante e padre spirituale degli artisti del circo, ha battezzato alla presenza di sei leonesse due bimbe”.

Don Dino amava profondamente quel mondo di girovaghi senza radici che portavano nelle città la meraviglia e lo stupore, insieme all’apprensione e al timore negli occhi dei bambini e degli adulti, accompagnati sempre dagli applausi e dalle tante risate per i numeri dei pagliacci.
Per cui è facile pensare che tutte le volte che un circo alza la sua grande tenda vicino al nostro aeroporto, don Daniele Simonazzi, uno dei tanti figli spirituali di don Dino, faccia di tutto per celebrare la Messa al centro della pista sotto il tendone.
Da alcuni giorni il circo Nando Orfei aveva iniziato i suoi spettacoli nel grande spazio a lato di via del Chionso e la mattina di sabato 14 ottobre alcuni artisti e personale dello spettacolo viaggiante hanno assistito alla santa Messa, concelebrata da don Alberto Rabitti, sotto i trapezi, raccolti tutti attorno all’altare.
Don Daniele, commentando la pagina di Vangelo, ha detto che l’immagine del circo è un’immagine che si addice bene all’immagine del Regno di Dio e alla vita cristiana. La vita del circo non è infatti un mestiere, ma è una missione dove ciascuno fa la sua parte e se uno viene meno nel compiere la sua missione, questo ricade su tutti gli altri.
Tanti di quelli che vengono scritturati nel circo sono certamente artisti, ma sono anche coloro che si fanno carico delle cose più umili e più nascoste.
Capita spesso infatti che, dopo aver fatto un numero spettacolare, si veda l’artista che percorre le gradinate per vendere lo zucchero filato agli spettatori.

Anche il Regno di Dio, ha concluso don Simonazzi, invita tutti a una missione, in cui ognuno si deve prendere cura dell’altro.
La tipica ospitalità della gente del circo, terminata la Messa, ha radunato tutti nella carovana bar per offrire un piccolo rinfresco e per raccontarsi le ultime novità, proprio come succede fra gli amici che non si vedono da tanto tempo.

Giuseppe Maria Codazzi

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana