“Reggio Emilia realizzi una politica di creazione di competenze e profili IT strutturata e decennale”.

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Lo ha detto la Presidente Isabella Bovero durante l’Assemblea 2017 del Club Digitale di Unindustria

Il Tecnopolo di Reggio Emilia ha ospitato nei giorni scorsi l’assemblea 2017 del Club Digitale di Unindustria Reggio Emilia. “4.0 o 0.4? loading digital transformation”: un messaggio scomodo quello rivolto dagli imprenditori IT al mondo economico e al territorio, declinato attraverso gli interventi dei tanti relatori.

Elio Catania, Presidente nazionale di Confindustria Digitale, ha chiarito come, senza una decisa fase di consapevolezza della trasformazione in atto, è a rischio il sistema economico italiano più che la singola impresa.

Il Politecnico ha anticipato una tendenza di cui si parlerà a lungo: la blockchain, la nuova rivoluzionaria tecnologia di transazione di informazioni e data base, sviluppatasi nell’ambito finanziario dei bitcoin, ma che avrà impatto anche su altre aree aziendali.

A due voci, entrambi da posizioni manageriali in colossi quali Ducati e Sap, Piergiorgio Grossi e Carla Masperi hanno chiarito la necessità di provocare il cambiamento in ogni angolo dell’azienda, non solo nel perimetro IT, con qualche avvertimento sulla reale o presunta vocazione dell’uomo al cambiamento.

La voce di Ghepi, pmi reggiana da oltre quarant’anni sul mercato dello stampaggio materie plastiche, è servita, tramite l’intervento del managing director Mariacristina Gherpelli, a raccontare come si costruisce una cultura 4.0 condivisa in azienda.

Paolo Ballanti di Tesla Consulting ha mostrato la facilità con cui la criminalità digitale può provocare danni devastanti alle aziende poco attente alla cyber security.

Isabella Bovero, Presidente del Club D, ha così commentato: “Non ci limitiamo alla missione di anticipare le tendenze tecnologiche e di confrontarci sui temi IT, ma ne cogliamo l’impatto sulle aziende di produzione e sul territorio in generale. Non a caso ho espresso la necessità che Reggio Emilia realizzi una politica di creazione di competenze e profili IT strutturata e decennale, perché questo aspetto e la tenuta industriale e occupazionale del nostro territorio sono due facce della stessa medaglia”.

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