Unità pastorali in cerca dell’«acqua»

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Il sussidio preparato dagli uffici e presentato dal vicario episcopale è lo strumento di un cammino che domanda a ognuno un cambiamento profondo di prospettiva

Presentato durante la Convocazione diocesana televisiva e disponibile presso la segreteria vescovile, il sussidio “L’acqua che io darò. In cammino con il Vangelo di Giovanni” per l’anno pastorale 2017-2018 contiene anche tre testi per la meditazione.
Il primo è inserito dopo il segno delle nozze di Cana, commentato da don Giovanni Rossi: è una preghiera di don Tonino Bello intitolata “Santa Maria, donna del vino nuovo”; gli altri due vengono proposti per proseguire la riflessione sull’incontro di Gesù con la Samaritana, scritta da don Giuseppe Dossetti, e consistono in un breve pensiero di Romano il Melode e nella “Preghiera a Maria” con la quale si conclude l’Esortazione apostolica di papa Francesco “Evangelii gaudium”.

Una caratteristica che si apprezza, sfogliando il libretto pensato dagli uffici pastorali, è la sua snellezza. Una prima traduzione in pratica di un consiglio raccomandato dal vescovo Massimo nella sua omelia dell’8 settembre in Ghiara: “Penso che non sia assolutamente fuori luogo – aveva detto Camisasca – un esercizio di sobrietà, invocato da tanti, ma realizzato da pochi, che ci porti a stampare e diffondere solo ciò che è veramente essenziale”. Il sussidio non è che uno strumento per entrare nel biennio pastorale “Cristo ieri, oggi e sempre” proseguendo il percorso già in atto.

“Da diversi anni – dice don Giovanni Rossi, vicario episcopale per il coordinamento degli uffici pastorali – la nostra Diocesi sta lavorando sulle unità pastorali, un cammino fatto di speranze, di germi di vita nuova, di uno spirito nuovo di comunione, ma anche di fatiche, di passaggi impegnativi. Proprio questi passi hanno fatto emergere la riflessione su Colui che è il centro della nostra fede: Gesù Cristo. Per vivere il cambiamento che coinvolge non solo le comunità ecclesiali ma il mondo intero, è necessario ricalibrare e approfondire la nostra fede su Cristo e il suo Vangelo, convinti che certamente la forza e la novità della Buona Novella ci aiutano a trovare le soluzioni pastorali più adatte ai nostri tempi”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 28 ottobre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana