Per i 10 anni del Consorzio, l’Ars Canusina approda in Senato

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 “Incoraggiare e promuovere i centri d’eccellenza in Appennino per portare turismo e lavoro, riconoscendo la grande valenza sociale e culturale delle nostre tradizioni”. Con queste parole Stefano Costi, sindaco di Casina, commenta il recente incontro tenuto in Senato in occasione dei 10 anni dalla nascita del Consorzio di imprese dell’Ars Canusina: un consorzio costituito da dieci imprese locali che producono manufatti d’eccellenza. Tutte seguono l’antica tradizione del ricamo e dell’intarsio che fa riferimento ai segni e alle incisioni di epoca matildica.

A Palazzo Madama sono intervenuti il presidente del Senato Pietro Grasso, la senatrice Leana Pignedoli, promotrice dell’incontro, la presidente del Consorzio Ars Canusina Nadia Davoli, il sindaco di Casina Stefano Costi, l’assessore alla cultura Grazia Filippi Ferro, il consigliere comunale Franco Guidetti. 
“Una valenza – sostiene l’assessore alla cultura, Grazia Filippi Ferro – non solo locale. L’alta qualità dei nostri prodotti è apprezzata in tutto il mondo e può essere un volano, questo di tradizione e cultura, anche per turismo ed economia. Casina in questo lo dimostra nei suoi costanti rapporti anche con realtà di altri paesi esteri. In particolare l’arte canusina raccoglie il sapere locale che un tempo vedevamo riprodotto in Europa: spazia dall’arte del ricamo, del vetro dei tessuti, dell’argilla intarsiata e della ceramica”.
“L’Appennino, l’area matildica, la sua storia, le sue specificità meritano di essere maggiormente conosciute – prosegue l’assessore -. Il presidente Grasso ha espresso apprezzamento per la qualità del lavoro fatto e ha rimarcato l’impulso a istituzioni e imprese perché diano visibilità a queste esperienze, perché si creino eventi come traino ad un turismo colto, interessato a territori, capace di tenere insieme più ricchezze: dall’arte, alla gastronomia, alla qualità ambientale e a una storia di straordinaria importanza come quella di Matilde”.
“Durante la mattinata – continua il presidente del Consorzio Ars Canusina, la ceramista Nadia Davoli – abbiamo, inoltre, consegnato la recente pubblicazione Ars canusina, Sapere, Saper fare, che verrà ospitata nella biblioteca del Senato e un centrotavola in vetro fuso realizzato da uno dei nostri artigiani”.
“È stata un’occasione per valorizzare un’esperienza che merita di andare oltre l’ambito locale – conclude la senatrice Leana Pignedoli – l’interesse che suscita l’Ars Canusina, ne abbiamo avuto conferma, deve servire per rilanciare, proprio partendo dal decennale del Consorzio, una esperienza che può tenere insieme valore culturale e capacità d’impresa. È inoltre motivo d’orgoglio che oggi un pezzo artigianale di pregio, testimonianza della tradizione matildica del nostro territorio, sia esposto nelle stanze dello storico Palazzo Madama”. 

L’ARS CANUSINA:

Quella dell’Ars canusina è una storia straordinaria, scritta da due grandi donne, tessitrici della storia: la Contessa Matilde, mitica domina della rupe di Canossa, gran diplomatica, signora di castelli e feudi e forte sostenitrice della cultura cristiana, e Maria del Rio, giovane psichiatra, appassionata di storia e di arte medievale locale, che nella prima metà del Novecento, all’interno di uno dei più importanti manicomi del Regno d’Italia, il San Lazzaro di Reggio Emilia, sperimentò un metodo di cura e insieme un’attività raffinata di artigianato artistico, per la quale coniò il nome di “Ars canusina.
I motivi ornamentali scolpiti nei capitelli, nei bassorilievi, nelle fonti battesimali, nei fregi dei monumenti di epoca matildica (chiese, oratori, monasteri) presenti in terra reggiana diventano ispirazione per preziosi decori di originali creazioni artistiche, dal sapore eterno.
Dall’esperienza del San Lazzaro sino ai giorni nostri nuove sperimentazioni e reinterpretazioni continuano l’affascinante riscoperta dell’arte romanica delle terre matildiche. Gli Artigiani d’oggi propongono oggetti unici ed originali per design, architettura e funzionalità. I disegni ripercorrono i motivi tradizionali dando vita a nuove composizioni.
I campi più esplorati oggi sono il cotto intarsiato, il vetro policromo, la pietra lavorata, i tessuti ricamati, il decoro applicato ai nuovi sistemi luminosi, il ferro battuto, la ceramica, i tessuti dipinti e stampati a mano.

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