Rassegna “Figure da Grandi”, dedicata ad Otello Sarzi

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Dopo lo stimolante debutto dello scorso anno, la rassegna  Figure da Grandi propone una seconda edizione con uno sguardo ancora più intraprendente e sperimentale sul teatro di figura e d’animazione, seguendo sempre la strada di innovazione e originalità tracciata dal patrimonio culturale e della poetica di Otello Sarzi e del “suo” TSBM (Teatro sperimentale burattini e marionette).

Le nuove tecnologie, lo sguardo sul presente e la rilettura dei grandi classici saranno le basi portanti degli spettacoli che andranno in scena in questa edizione, per affascinare e coinvolgere il pubblico nella riscoperta di una forma d’arte, quella del teatro di figura o di animazione per adulti, che è da considerarsi  una vera arte così come avviene in altri paesi europei (Francia, Germania, Est Europa, ecc) e un linguaggio con cui l’artista può esprimere la sua poetica.

Il Centro Teatrale MaMiMò, l’Ass.ne 5T e la Fondazione Famiglia Sarzi, soggetti promotori dell’iniziativa, credono fortemente nel recupero e nel rilancio della tradizione creata nel segno del patrimonio culturale e della poetica di Otello Sarzi, dando la possibilità alle nuove generazioni di essere ancora conquistate dall’arte del teatro di figura e dei suoi artisti.

“Continuiamo ad impegnarci per portare avanti progetti e collaborazioni, come appunto nel caso di “Figure da Grandi” – introduce Rossella Cantoni, Presidente della Fondazione Famiglia Sarzi –  che è quest’anno alla sua seconda edizione. Prima di tutto vorrei sottolineare che il progetto, come nel caso della prima edizione, viene presentato “a tre voci”, da 5 T, MaMiMò e dalla Fondazione Sarzi. La collaborazione di queste tre realtà credo sia il primo e più importante valore da mettere in luce. Si tratta infatti di tre soggetti culturali unanimemente impegnati a valorizzare quello che è un patrimonio collettivo, il teatro di figura, a partire dalla storia di un’importante famiglia di burattinai come quella dei Sarzi, per arrivare al presente, interrogandoci da vicino, attraverso l’esperienza concreta di spettacoli e laboratori curati da compagnie teatrali contemporanee su cosa è e cosa rappresenta oggi l’oggetto artigianale o tecnologico a teatro.”

“Figure da grandi è una rassegna, dove l’immaginario infantile incontrerà l’adulto, due dimensioni che tuttavia non sono mai davvero separate – aggiunge Marco Merzi, vicepresidente del Ass.ne Centro Teatrale MaMiMò – . La rassegna è un’occasione per ricordarci che questo seme di fanciullezza c’è, è lì sempre presente e sta a noi dedicargli un po’ di tempo. Siamo tre realtà che collaborano per la realizzazione di un progetto in cui credono e questo è sicuramente un grande valore. La prima edizione dell’anno scorso, che si era posta al principio come una sfida, può considerarsi ad oggi vinta con successo.”

Infine Lida Eroli, dell’Ass.ne 5T: “Il teatro di figura è storicamente un teatro che non ha un’età specifica di riferimento: è un linguaggio destinato sia all’infanzia sia agli adulti. In Italia, dal secondo dopoguerra in poi si è specializzato nell’infanzia, mentre nel resto del mondo continua ad essere considerato un teatro per tutte le età. Questo fa sì che si trovino oggi eccellenti produzioni internazionali ed anche eccellenti produzioni nazionali, le quali però circuitano quasi più all’estero che non in Italia.Avere pertanto l’opportunità e il coraggio di proporre teatro di figura di qualità in Italia è un’occasione eccezionale e un’idea da premiare. Riconosco a MaMiMò il merito dello slancio verso questo tipo di teatro e l’idea di unire queste tre realtà in un progetto comune, attivandosi sin dall’anno scorso con successo nell’impresa. anche quest’anno si è scelto di proporre il teatro di figura al pubblico adulto attraverso approcci molteplici e diversificati.”
Si inizierà venerdì 6 ottobre alle ore 19, al Centro Sociale Orologio, con l’aperitivo d’inaugurazione della rassegna animato dalla performance di Mattia Zecchi, uno dei più giovani e promettenti burattinai della scena nazionale.

Alle 21.00 al Teatro Piccolo Orologio, andrà in scena “Ciak”, con Giulia Capriotti e Davide Calvaresi della compagnia 7-8 chili, uno spettacolo che indaga le potenzialità del teatro di figura e d’animazione attraverso l’uso della falsa prospettiva e dello stop-motion. Ha detto il regista francese Jean-Luc Godard che “la televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi”. Ciak è un’ avventura nel cinema che ha per protagonista ciò che il cinema ha sedimentato in noi, nella nostra formazione e nella nostra cultura. Un linguaggio comune di immagini, suoni ed emozioni da riconoscere e in cui riconoscerci. Ma la performance teatrale Ciak, essendo proiettata in presa diretta su uno schermo, giocando sull’interazione figura-video, diviene essa stessa un film. Un film che ha una sua sceneggiatura, fatta di altri film, un caleidoscopio di grandi classici tra i quali ci si muove dandogli nuovi significati. Perchè Ciak è anche un gioco, in cui il susseguirsi delle citazioni cult viene elaborato in un contesto sottilmente ironico, dove è proprio l’incontro tra la nostra memoria cinefila e lo straniamento proposto in scena dalle sperimentazioni sulla falsa prospettiva a generare un’esperienza divertente e stimolante.

Contestualmente allo spettacolo, la compagnia 7-8 chili, curerà anche il laboratorio “Creature digitali” che si svolgerà sia venerdì 6 che sabato 7 presso  la Casa dei Burattini di Otello Sarzi. Creature digitali è un laboratorio di tecnologia creativa applicata alla scena, incentrato sulla tecnica della falsa prospettiva e dello stop motion. L’obiettivo principale del laboratorio è quello di sensibilizzare ad un uso creativo della tecnologia che ci circonda. Uno schermo non è solo uno schermo dal quale vedere passivamente un video ma può essere anche uno strumento di gioco e di interazione. Il laboratorio  sarà diviso in una fase di “familiarizzazione” e in una fase più operativa di “costruzione”, in cui la compagnia guiderà i partecipanti in questo processo creativo, stimolandoli a riflettere e invitandoli ad elaborare le proprie sensazioni e riflessioni.

Info e iscrizioni per il laboratorio: ufficiostampa@teatropiccolorologio.com / 0522.383178.

La compagnia organizzerà dei laboratori gratuiti, il 25-26-27 ottobre sempre alla Fondazione Sarzi, per le scuole primarie e secondarie di Reggio Emilia. Informazioni: segreteria@fondazionefamigliasarzi.it

Sabato 7 ottobre, alle 21 al Teatro Piccolo Orologio, andrà in scena “Aspettando Pierrot”, della compagnia Otto Mani Diver Genti, commedia esistenziale parodistica e straniata per burattini liberissimamente ispirata ad “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Cosa accade in “Aspettando Godot”? Due attendono qualcuno che non arriverà.  Dell’indiscutibilmente più famosa creazione di Beckett tutti sanno almeno questo. In questo spettacolo però al posto di Vladimiro ed Estragone ci sono Arlecchino e Brighella e le altre maschere.  La struttura del canovaccio e la storia che ne sono conseguiti risultano, in filigrana, assolutamente coincidenti al testo di Beckett, cambiano i toni, i colori, l’alfabeto: ovvio, in onore dei Burattini, portatori delle loro sacrosante esigenze, diverse da quelle degli attori.

Domenica 8 ottobre, alle ore 21 al Teatro Piccolo Orologio, arriverà Ariel Doron, ospite d’eccezione, performer israeliano, ormai famoso in tutto il mondo per le sue produzioni, con il suo Plastic Heroes. Lo spettacolo sarà a Reggio Emilia grazie ad una collaborazione con Incanti, rassegna internazionale di teatro di Figura che si svolge a Torino, e grazie alla rete nazionale di realtà impegnate nel teatro di figura come l’Ass.ne 5T. Plastic Heroes è un collage sorprendente, divertente e veloce di immagini di guerra, realizzate interamente da veri e propri giocattoli. La violenza, il desiderio, l’odio e la paura vengono messi sul tavolo così come vengono portati in vita i cosiddetti giocattoli “naif” per bambini. L’innocenza del loro gioco incontra la realtà sanguinante della guerra degli adulti. Combinando varie tecniche, dalla recitazione alla manipolazione di oggetti fino ai video, lo spettacolo, divertente e doloroso, affronta temi difficili offrendo al pubblico un’esperienza feroce e fresca allo stesso tempo. 

La rassegna si concluderà, venerdì 27 ottobre al Centro Sociale Orologio, con un incontro a cura della Fondazione Famiglia Sarzi “Tra tradizione e innovazione: le nuove frontiere del teatro di figura”, moderato dal Prof. Luigi Allegri dell’Università di Parma. 

Per informazioni e prenotazioni: 0522- 383178 dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30, biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it, www.fondazionefamigliasarzi.it, www.cinqueti.netBiglietti per tutti gli spettacoli: €10 e €8.

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