Le Fiabe di Isabelle

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Riscoprite con La Libertà la magia delle Fiabe. Una volta al mese Isabelle Adriani, attrice e scrittrice, reggiana d’adozione, ci racconterà una fiaba da scoprire e riscoprire, da leggere insieme a tutta la famiglia durante il weekend, oppure quando vorrete o potrete. La lettura stimola l’immaginazione, le fiabe regalano sicurezza ai nostri cuccioli, sono metafore di vita ed il lieto fine ci aiuta ad avere Fede e speranza nel futuro e nei nostri sogni.

CENERENTOLA

C’era una volta, in un paese lontano, un gentiluomo vedovo che viveva in una bella casa, con la sua unica figlia.
Egli si risposò, scegliendo una donna che aveva due figlie giovani, le quali, egli sperava, sarebbero diventate compagne di giochi della sua bambina.
Sfortunatamente, il buon uomo morì poco tempo dopo, ed allora la matrigna mostrò la sua vera natura.
Era dura e fredda, e profondamente invidiosa della dolcezza e bontà della sua figliastra, perché queste qualità facevano apparire le sue due figlie, Anastasia e Genoveffa, ancor più meschine e brutte.
Le sorellastre andavano riccamente vestite, mentre la povera ragazza si alzava prima dell’alba, cucinava, lavava e puliva i pavimenti.
Quando aveva finito di sbrigare tutti i lavori, per riscaldarsi era solita sedersi vicino al camino accanto al carbone ed alla cenere.
Perciò cominciarono a chiamarla Cenerentola.
Nonostante tutto questo, Cenerentola rimase gentile e cortese, sognando che un bel giorno la felicità sarebbe arrivata.
Dall’altra parte della città, c’era il palazzo reale che sfavillava di luci ogni notte e lei restava spesso ad ammirarlo dalla piccola finestra dell’abbaino nel quale le sorellastra e la matrigna l’avevano relegata.

Un giorno il re convocò il granduca e gli disse: “è tempo che il principe prenda moglie e si sistemi!”. “Ma vostra Maestà”, rispose il duca, “deve prima trovare una ragazza ed innamorarsi!”.
“Daremo un ballo ed inviteremo tutte le fanciulle del reame. Dovrà per forza innamorarsi d’una di loro.” Subito furono spediti gli inviti e il regale biglietto fu portato anche nella casa di Cenerentola.
“Un ballo! Un ballo! Andremo ad un ballo!” – gridarono Anastasia e Genoveffa.
“Anch’io sono invitata” – disse Cenerentola. “C’è scritto: Per ordine del Re, ogni fanciulla dovrà partecipare!”.
Le sorellastre risero all’idea di Cenerentola che andava ad un ballo indossando il grembiule con una scopa in mano.
Ma la matrigna, con un sorriso sornione, disse che Cenerentola sarebbe certamente potuta andare se avesse finito il suo lavoro e si fosse procurata un vestito decente da indossare.
“Se…”, rise Anastasia “Se…” sghignazzò Genoveffa.

Continua a leggere tutta la fiaba su La Libertà del 7 ottobre

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