Non so se capita anche a voi…

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Non so se capita anche a voi ma…
Quando apro una scatola di medicine, mi capita sempre di aprirla dal lato in cui è ripiegato, rivolto all’ingiù, il bugiardino che avvolge i contenitori in stagnola contenenti le pillole (per chi non lo sapesse, il bugiardino è il foglio con le indicazioni per un corretto uso del medicinale): questo rende impossibile estrarli e mi costringe a richiudere la scatola e riaprirla dall’altro lato.
Al momento però di reinserire il contenitore delle pillole nella scatola il bugiardino così posizionato mi impedisce a sua volta l’inserimento agevole del cartoncino in stagnola e mi costringe di nuovo a richiudere la scatola e riaprirla dall’altro lato.
Niente di irreparabile, per carità, ma a me capita sempre così. Non so se capita così anche a voi.

Non so se capita anche a voi ma…
Quando sono incolonnato in autostrada e si procede a passo d’uomo, la fila della mia corsia è sempre la più lenta, salvo diventare la più veloce appena io, furbescamente, cambio corsia. Anche se ripeto la manovra più volte, il risultato non cambia. Quando decido invece di non lanciarmi in avventure e di rimanere nella mia corsia primaria, questa rimane per tutto il tempo la più lenta.
A proposito di file, immaginate un ufficio pubblico, quale ad esempio il C.U.P. o la Posta in un momento di ressa, con la folla che aspetta il suo turno armata di numerino. Aspetto pazientemente anch’io, anche perché vedo che con sei sportelli funzionanti la coda si muove celermente. Non capisco però il perché, mano a mano che si avvicina il mio turno, gli sportelli funzionanti si riducano prima a cinque poi a quattro e poi a tre, salvo ritornare tutti e sei in piena attività appena che, dopo tempi biblici, è arrivato il mio turno.
Quando poi la fila è unica e tutto si svolge celermente, la situazione cambia improvvisamente quando tocca al possessore del numero precedente al mio. Mentre pregusto il sollievo di andarmene alla svelta infatti, l’interessato estrae dalla borsa un cumulo di carte, le dispone ordinatamente sul banco, si apre il giaccone e si posiziona saldamente sulle gambe facendo chiaramente capire che ne avrà per un po’.
Niente di irreparabile, per carità, ma a me capita sempre così. Non so se capita così anche a voi.

Leggi tutto l’articolo di Franco Zanichelli su La Libertà del 30 settembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura