Cappuccini, via a due mostre: «In viaggio» e «Sorella Porta»

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In Biblioteca, per la Settimana della salute mentale

Da La Libertà del 30 settembre

In occasione della XII Settimana della salute mentale i Beni culturali cappuccini dei Frati Minori Cappuccini dell’Emilia Romagna ospitano nella Biblioteca dei Cappuccini di Reggio Emilia due mostre, dal 30 settembre al 22 ottobre (aperture sabato e domenica ore 16-19).
L’inaugurazione è sabato 30 settembre alle ore 11 con intrattenimento musicale a cura degli utenti della struttura Bassa Soglia. A questo momento parteciperanno utenti e operatori degli Atelier, padre Prospero Rivi, responsabile istituzionale Beni Culturali e Museo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell’Emilia Romagna; Gaddomaria Grassi, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche Azienda Usl di Reggio Emilia; Davide Dazzi, responsabile attività Biblioteca Provinciale Frati Minori Cappuccini dell’Emilia Romagna; Maura Favali, responsabile attività Beni Culturali e Museo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell’Emilia Romagna; Fabrizio Cicconi, fotografo; Irene Russo, scrittrice.

La prima mostra in programma si intitola In viaggio ed è a cura degli Atelier del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Reggio Emilia; saranno esposte le opere appositamente realizzate da utenti e operatori degli Atelier di Castelnovo ne’ Monti, Correggio, Guastalla, Reggio Emilia, San Polo, Scandiano, Struttura Bassa Soglia Reggio Emilia.
La seconda mostra, Sorella Porta, è il racconto fotografico di Fabrizio Cicconi con testi di Irene Russo. “Sorella Porta”: il frate incontra il mondo, il mondo incontra il frate, e nessuno dei due rimane uguale a com’era.
Le fotografie di Fabrizio Cicconi svelano gli scenari del convento dei Frati Cappuccini di Reggio , sale e corridoi raramente accessibili al pubblico dove ogni giorno si svolge una routine fatta di preghiera e carità, di solidarietà e assistenza ai frati infermi. Corridoi dove ciascuno condivide la propria solitudine con i confratelli, stanze dove la Regola detta il numero e la qualità delle cose.
Le immagini ritraggono anche i volti dei frati, ospiti di camere sobrie dove nulla appartiene loro. Almeno finché non verranno trasferiti altrove, così da non legarsi troppo alle persone, ai luoghi, a niente di terreno.
I testi, creati da Irene Russo in seguito ad alcune interviste ai frati abitanti, aggiungono aneddoti e ragioni di una scelta di vita all’insegna dell’essenzialità. Ne emerge una vocazione quanto mai contemporanea, capace di schivare le tentazioni del consumismo pur rimanendo nel cuore della civiltà.

Come recita il titolo della mostra, la porta d’ingresso del convento è quasi una sorella: per la sua capacità di aprirsi e mandare il frate incontro al mondo, ma anche per la sua capacità di chiudersi e salvaguardare questo angolo di raccoglimento.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura