Dagli adolescenti s’impara

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L’esperienza educativa di don Paolo Tondelli. Dalle attività in parrocchia e con l’Agesci del sacerdote è venuto il libro «EducArte», con prefazione del vescovo Massimo: l’importanza dell’ascolto da parte degli adulti

Lamentarsi dei ragazzi di oggi può venire facile: si stancano presto delle novità, passano troppo tempo sui social network, non sanno cosa vogliono e comunque non lo manifestano, sono appiattiti sul presente eccetera eccetera. Una litania così, però, non porta da nessuna parte. Serve uno sguardo positivo, cioè partire dal bene che c’è in questi adolescenti concreti. È esattamente questa la linea educativa seguita da don Paolo Tondelli, assistente diocesano dell’Agesci e vicario parrocchiale nell’unità pastorale “Padre Misericordioso”, che raggruppa quattro storiche comunità cristiane della diocesi: Sacro Cuore, Preziosissimo Sangue, Rivalta, Coviolo. Da quattro anni questo sacerdote tiene un blog su “Giovani, fede e altro” (http://donpaolotondelli.blogspot.it), da cui nel 2015 è già sgorgato il libro “Adolescenti e Vangelo. Una ricerca di alleanza”, pubblicato dalle Paoline. Ora, per i tipi delle Edizioni Messaggero Padova, è uscito un secondo testo, “EducArte. In cammino con gli adolescenti”, con la prefazione di monsignor Massimo Camisasca. “L’avventura che ci viene presentata in questo libro – scrive il Vescovo – è quella di aiutare i ragazzi a scoprire il senso religioso nella propria vita”. Chiaro il leit motiv dell’opera: noi adulti non possiamo occuparci dell’universo teenager senza scendere in campo.

Don Paolo, cos’è che non funziona, con gli adolescenti?
L’approccio da pronto soccorso, dove noi adulti siamo i medici chiamati a “salvare” il mondo giovanile morente.

Quindi il libro parla ai grandi?
Inizia da noi: il primo capitolo, in particolare, invita a rimetterci in cammino trasformando una questione “loro” in un’avventura “nostra”.

Dopodiché?
Nel secondo e nel terzo capitolo parlo principalmente degli adolescenti, guardando alle loro capacità e solo poi riflettendo su ciò che deve ancora maturare, basandomi su fatti veri. Nel quarto e ultimo capitolo, infine, trovano spazio gli approfondimenti di alcuni aspetti già trattati.

Andiamo sull’esperienza. Come ti trovi con gli scout?
Ho ricevuto l’incarico di assistente ecclesiastico dell’Agesci nel marzo scorso: è stato un incontro quasi inaspettato ma provvidenziale, direi: ho scoperto che la modalità scout di intervento con gli educatori, basata sull’attenzione nei confronti delle giovani generazioni, era affine a quella che avevo elaborato autonomamente negli ultimi anni. L’Agesci è un luogo bello e anche profetico per la Chiesa: un’associazione laicale che ci chiede di essere accompagnata spiritualmente.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 30 settembre 

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