Bentornata Polaroid, ti aspettavamo!

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Edwin Land nel 1937 fonda la Polaroid, conosciuta da tutti per le sue pellicole a sviluppo istantaneo, ma Land iniziò il suo cammino nell’industria sviluppando un brevetto che riguardava un foglio di plastica che polarizzava la luce, il nome della sua ditta proviene da lì.

Non c’era vecchio fotografo che, operando nel campo della riproduzione di opere d’arte e non solo, non avesse nella sua attrezzatura quei fogli grigio scuro da mettere davanti alle lampade per evitare i riflessi. E non c’era amatore che non utilizzasse il filtro polarizzatore per ottenere colori più intensi. Land divenne però famoso, come dicevamo, per le sue pellicole a sviluppo immediato.

La storia recente la sapete tutti, l’arrivo della fotografia digitale mise in crisi la bella avventura della fotografia immediata. Eppure ci fu chi tenne duro acquistando l’ultima fabbrica, quella di Enschede in Olanda, ancora in grado di produrre le pellicole a sviluppo immediato. Il progetto venne chiamato ‘Impossible’, era l’aggettivo con cui i capi della Polaroid avevano bollato il tentativo di rilancio di un tipo di fotografia che il digitale aveva appena ammazzato.

Tuttavia a volte succede che ciò che è impossibile diventa possibile ed è notizia proprio di questi giorni dell’acquisto da parte del gruppo ‘Impossible’ del marchio Polaroid original, con tutto quello che ne consegue. 

Presto nei negozi di fotografia, ma secondo me non solo, troveremo tutte le pellicole del marchio a cominciare dalla vecchia SX-70, tanto cara a un gran numero di artisti, per continuare con le pellicole 600 e le Spectre, le ultime prodotte prima della crisi.

Torneranno anche le macchine fotografiche a cominciare dalla bellissima SX-70, proprio quella che si chiudeva ad astuccio.

Con buona pace dei selfie, mi viene da dire. 

eu.polaroidoriginals.com

Polaroid SX70

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