Un mese trascorso a Pucallpa, come in una famiglia

Stampa articolo Stampa articolo

È già passato agosto. Agosto 2017, non uno qualsiasi. Un agosto che per noi otto, “GiuliaB”, Chiara, Arianna, Giulia, Lucia, Genny, Gabriele e Giovanni – inviate in Perù tramite il gruppo missionario di Novellara – ha significato di più che per altri nostri coetanei. Un mese di gioia, emozioni, sacrificio e impegno. La missione comporta questo, soprattutto in zone come quelle della selva peruviana, dove le persone vivono in baracche formate da legno e lamiera su strade sterrate segnate dai sorrisi della gente.
Tutto questo è Pucallpa, cittadina confinante con il Brasile nella foresta amazzonica. Abbiamo alloggiato alla parrocchia di Rocafuerte, San Francisco de Asís, di don Andrea Gilardi, prete missionario milanese, che ci ha accolto a braccia aperte insieme alla signora Carla, segretaria parrocchiale, con la figlioletta Liuba, il seminarista Guillermo e Beverly, una ragazza-madre che, durante la nostra permanenza, si è poi trasferita.
Insieme a loro, a riempirci le giornate di gioia, allegria e amore, i bambini, i giovani e le famiglie della parrocchia che ci hanno considerato amici già dal primo giorno. In queste nostre tre settimane abbiamo conosciuto diverse realtà, come quelle dei quartieri Luz y Paz e Luz Divina, il collegio di falegnameria di Neshuya (cittadina vicina), il convento delle suore missionarie cappuccine di Madre Rubatto, le parrocchie “Don Bosco” e “Domingo Savio”, il seminario, la Casa de l’Adulto Mayor, e il villaggio Galilea, immerso nel verde amazzonico sul fiume Ucayali, insieme ai nativi del posto.

Continua a leggere il testo integrale dell’articolo di Giulia Bonilauri su La Libertà del 23 settembre 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana