Bonone, le impronte reggiane

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La torsione dei corpi caratteristica comune alle sue opere

Domenica 24 settembre si terrà la terza e ultima conferenza promossa dall’Ufficio diocesano Beni culturali nell’ambito dell’esposizione al Museo diocesano del dipinto raffigurante “l’Annunziazione a Maria” (1611) del pittore ferrarese Carlo Bononi (oppure Bonone).
Al Museo interverrà Giovanni Sassu, curatore della mostra monografica sull’artista che sarà inaugurata il 14 ottobre a Palazzo dei Diamanti a Ferrara.
Proponiamo di seguito un approfondimento sul Bonone a firma del nostro collaboratore Daniele Rivolti.

Di Carlo Bononi, che a Reggio è chiamato Bonone, è detto essere nato a Ferrara nel 1569, ma non si è ancora trovato il suo atto di battesimo. Perciò si pensa fosse piuttosto di origine basso veneta per i colori tersi delle sue pale. è vissuto a Ferrara e vi muore nel 1632. Reggio Emilia dopo Ferrara possiede il maggior numero di opere del pittore.

La scoperta del moto come fenomeno naturale
L’Annunciazione del Bonone, esposta nel Museo diocesano, proviene dalla cappella di Ippolito Bentivoglio della parrocchiale di Gualtieri, dove tornerà. è del 1611. L’inizio del Seicento è attraversato dalla scoperta del moto come fenomeno studiato e descritto attraverso leggi. La tela del Bonone esprime bene l’entusiasmo della scoperta. è il barocco. Le figure o sono tagliate dai bordi del quadro o sono viste in diagonale, come Maria. La grazia del Correggio, evidente soprattutto negli angeli, più che filtrata dal Guercino e dai Carracci, sembra essere assimilata direttamente dalle opere parmensi del Correggio. Essa avvolge le figure in una prospettiva totalmente inclinata e inizia dall’Arcangelo Gabriele, che annuncia la divina maternità a Maria, per arrivare fino al Padre, punto di partenza e di arrivo della grazia del Correggio, che diventa la Grazia divina.
La novità del Bonone è l’aver fatto prevalere il movimento fisico sulla grazia tutta interiore del Correggio.
L’Arcangelo Gabriele entra al volo nel quadro col ginocchio sinistro piegato. La Madonna si curva verso di lui e sembra lasciarsi trascinare dal vortice, che tutto attira verso il Padre.
è il momento della scoperta della macchina come soluzione universale dei problemi dell’uomo. Ed è singolare vedere come il Bonone mostri questa sensibilità a Gualtieri e poi a Reggio, che fino al 1630, ossia fino alla peste di manzoniana memoria, è stata la capitale artistica del ducato di Modena, dopo che il Duca da Ferrara si era trasferito a Modena per l’annessione di Ferrara allo Stato della Chiesa.

Leggi tutto l’articolo su La Libertà del 23 settembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura