Il divino si fonde con l’umano nel nuovo Crocifisso di Pavesi

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Inaugurato a San Rocco di Guastalla con grande concorso di folla

Grande tanto nelle dimensioni quanto nel pregio artistico: si potrebbe sintetizzare in queste poche righe il valore dell’ultima opera uscita dalle mani e dalla maestria dello scultore Mario Pavesi che da domenica mattina arricchisce la seicentesca chiesa parrocchiale di San Rocco di Guastalla, comunità di cui l’artista è originario e nella quale fa ritorno non appena gli è possibile, nonostante i molti impegni che, in quanto scultore e pittore ormai affermato, lo portano spesso altrove. A rendere concretamente possibile la realizzazione dell’evento – poiché di questo si tratta, vista la presenza di numerose personalità di rilievo – contribuisce l’intrecciarsi di una serie di apporti concomitanti; su tutti, sicuramente quello della famiglia Baccarani, che partecipa in modo significativo al finanziamento dell’opera devolvendo una somma e dedicandola alla memoria di un proprio caro, Battista, noto imprenditore locale.

Un impulso fondamentale soprattutto per la parte di promozione dell’iniziativa viene invece dalla Fondazione Archivio “Antonio Ligabue” di Parma, presieduta dall’editore-collezionista Augusto Agosta Tota e il cui Centro Studi è diretto da Vittorio Sgarbi in persona; un sodalizio che negli ultimi anni ha visto l’intensificarsi della collaborazione col famoso critico d’arte ferrarrese. Pavesi fa parte di quella cerchia di artisti seguiti con attenzione dalla Fondazione guidata da Tota.

Leggi tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 23 settembre

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