Assunta: San Michele dei Mucchietti rinnova così il suo cammino di fede

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Che cosa sia per la Comunità di San Michele dei Mucchietti (Sassuolo) la processione “scalzi col cero acceso” all’alba del 15 agosto, e cosa sia stata in 162 anni a partire dal 1855, lo ha indicato, nei giorni precedenti la festa, l’intestazione/messaggio della locandina che riportava il tradizionale programma liturgico: un cammino di fede.
Un corale cammino di fede nel tempo, perché il “cero acceso della fede” di una comunità ha attraversato le generazioni dal 1855; una personale occasione di “sosta” orante e penitente lungo il cammino della propria vita di fede, per chi partecipa, nel giorno in cui la Chiesa ci invita a guardare all’Assunta come preannuncio della glorificazione dell’umanità in Cristo (“Lumen Gentium”).

Tanti, anche quest’anno, i partecipanti del paese, dell’unità pastorale e del foraneo al Rosario, alla processione fino all’Oratorio di Riobellizzo dedicato alla Vergine di Loreto e alla santa Messa presieduta da monsignor Paolo Rabitti, vescovo emerito di Ferrara–Comacchio, concelebrante don Marco Ferrari, Parroco dell’unità pastorale Madonna del Carmelo.
Nel luglio del 1855 l’epidemia di colera che infestava alcuni territori dell’Italia aveva raggiunto i domini estensi; come racconta don Antonio Pensieri, parroco di San Michele dal 1852 al 1897, “il terribil morbo invase Modena e Reggio e le ville adiacenti con molta strage”.
Furono ovunque preghiere, Messe, litanie, tridui, esposizioni del Santissimo Sacramento, ma sventuratamente il cholera morbus si dilatava senza pietà e a San Michele cominciò a mietere vittime dal 5 agosto.

Don Pensieri, zelante cronista e pastore paterno, esprimeva tristezza e dolore per il suo paese: “Erano interrotte le comunicazioni, i forestieri non passavano per San Michele. Il timore spaventoso era entrato in tutti. San Michele era un deserto. Che orrore in quei tempi!”.
Fu in questo clima che nei parrocchiani nacque il desiderio di cercare l’intermediazione di Maria per la liberazione dal flagello con una processione solenne di penitenza.
Don Pensieri decise che la data sarebbe stata quella del 15 agosto, festa dell’Assunta, e che la processione, essendo di penitenza, “si sarebbe fatta a piedi scalzi e con una candela accesa e che frattanto si disponessero mediante il fare la novena di Maria Vergine Assunta in Cielo”.

Leggi tutto l’articolo di Pellegrina Pinelli su La Libertà del 2 settembre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana