San Luigi e i «Sogni d’infanzia» di 6 minori giunti dall’Ucraina

Stampa articolo Stampa articolo

“Sogni d’infanzia”: non si poteva connotare con un nome più appropriato il progetto umanitario che anche quest’estate, nel corso del mese di luglio, ha permesso ad alcuni bambini e ragazzi ucraini – figli di militari che stanno combattendo nelle zone dello Stato est-europeo in cui è ancora in corso dal 2014 l’estenuante braccio di ferro tra contrapposte fazioni – di vivere alcuni giorni in spensieratezza in terra emiliana, a contatto con una società e una cultura, la nostra, ancora pacificata e libera da gravi conflitti. “Poter cogliere, al termine di ogni giornata, la serenità e la gioia sui visi di questi fanciulli” – spiega Nataliya Dyachenko, tra le principali referenti dell’iniziativa di accoglienza – “è sicuramente la ricompensa più bella, e la cosa che maggiormente ci ripaga delle fatiche e degli oneri messi in campo per organizzare questo genere di soggiorno”. Un appuntamento che si rinnova ormai da qualche anno e che, garantiscono gli organizzatori, finché sarà possibile certamente si farà in modo di replicare. Un “sogno” che non deve interrompersi…

I primi contatti esplorativi da parte di Nataliya per capire la fattibilità dell’ospitalità per l’estate 2017 risalgono ai primi mesi di quest’anno: lei, che già da 14 anni vive in Italia – assieme al marito Ciro, italiano, originario di Napoli – essendo residente a Campegine aveva avuto modo di apprezzare il buon operato pastorale di don Jacek Rudziewic, sacerdote polacco incardinato nella nostra diocesi, nel corso del suo ministero in quella comunità; così, trascorso qualche anno – ci riferiamo a qualche mese fa – è proprio a don Jacek che si è rivolta (lui nel frattempo è stato nominato parroco in Sant’Antonio e San Luigi, a Reggio) per chiedergli se, e come, sarebbe stato possibile far alloggiare per qualche giorno la comitiva ucraina, facendo degli ambienti all’ombra del campanile la “base logistica” fra un’uscita programmata e l’altra durante la visita a località del circondario nel corso delle giornate “italiane”. Dopo una riunione-consulto con tutto il gruppo degli educatori ed il consiglio pastorale, e individuati gli spazi della parrocchia di San Luigi come i più idonei allo scopo, don Jacek ha potuto dare con soddisfazione il via libera alla richiesta, aprendo così la strada all’arrivo della “piccola delegazione” (piccola per età dei componenti e per numero: erano sei in tutto, con un range di “anzianità” che spaziava dagli otto ai sedici anni), proveniente dalla città-capoluogo di L’viv (il grande centro, noto altresì col nome di Leopoli, situato nella parte occidentale del Paese) e provincia.

“Un forte senso di riconoscenza e gratitudine va anche”, aggiunge Nataliya, “a padre Mykhaylo Khromyanchuk” (è il sacerdote della comunità reggiana di ucraini che fa capo alla Chiesa greco-cattolica di rito bizantino, con sede e ritrovo presso la chiesa di San Giorgio, in via Farini a Reggio), “il quale non solo si è mostrato disponibile accogliendo i ragazzi, celebrando la liturgia domenicale alla loro presenza e pranzando con loro, ma ha pure dato un contributo fondamentale nel reperire e raccogliere una parte consistente dei fondi necessari”. Per capire quanto può essere impegnativo portare a termine questo piccolo grande “sogno”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 2 settembre

 

Pubblicato in Articoli, Slide, Società & Cultura