Addio Bonardi, amministratore saggio

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Per più di tre decenni è stato l’economo del nostro settimanale

Nel cuore dell’estate La Libertà ha perso una delle sue colonne storiche, Alberto Bonardi, il ragioniere che ha dato un’anima alla contabilità del periodico diocesano. Lo ha fatto partecipando nel 1986 alla fondazione della società editrice P. Tito Brandsma srl, entrata in liquidazione lo scorso anno, e guidandola come amministratore unico con passione, competenza e fermezza fino al 2011.
Ma Bonardi è stato prima di tutto un cristiano dalla dichiarata fede pasquale (parlando senza tabù del giorno della sua morte invitava sempre a non piangerlo, ma a festeggiare con lui) e un marito, padre e nonno affettuoso. E ancora un uomo dallo spiccato spirito imprenditoriale, con esperienze maturate anche all’estero, un integerrimo funzionario di banca, una solida spalla amministrativa per la Biblioteca “Maldotti” di Guastalla.
Così sono stati tanti coloro che la mattina del 21 agosto – nella sua Gualtieri, dove ora riposano le sue spoglie – hanno voluto tributargli un ultimo saluto pieno di gratitudine, nella Messa presieduta da monsignor Francesco Marmiroli, latore di un messaggio scritto dal vescovo Massimo.
Lascia la moglie Anny e i figli Fabrizio, Emanuela e Raffaele.

La collaborazione di Bonardi alla gestione del settimanale diocesano era iniziata già intorno al 1975 – quando monsignor Baroni chiamò a dirigere il giornale il ticket composto dai sacerdoti del clero guastallese Gianni Crotti e Giancarlo Bellani – a partire dai servizi più nascosti ma basilari: era lui a farsi carico del recapito del periodico e per lungo tempo anche del suo materiale confezionamento e della consegna alle Poste. Per questa mansione Bonardi aveva saputo suscitare attorno a sé decine di volontari che preparavano i plichi da spedire ai lettori sul territorio, in tal modo contribuendo non poco al radicamento de La Libertà; la sua tenacia operativa, soprattutto con la nascita della “Brandsma”, è stata una delle leve che ha permesso al vescovo Gilberto di unificare in concreto le diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, anche tramite la comune testata giornalistica.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 2 settembre

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