Campo Caritas di lavoro e condivisione in Calabria

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Da La Libertà del 5 agosto

“È la vita che fa la differenza, è quello che ci metti dentro”.
La settimana dal 17 al 23 luglio un gruppo di ragazzi, accompagnati dalla Caritas diocesana, ha vissuto un’esperienza di servizio e di conoscenza delle realtà del gruppo cooperativo Goel, che ha lo scopo di creare un’alternativa valida, concreta ed efficace per il riscatto della Calabria e di altre realtà presenti nella Locride.
I giovani sono stati ospitati da don Tonino Saraco, parroco di Ardore Marina (RC) in un bene confiscato alla ’ndrangheta, ora oratorio del paese.
Le cooperative presso le quali hanno prestato servizio comprendono varie realtà sociali, agricole ed educative quali il Centro padre Luigi Monti di Polistena (centro diurno per adolescenti), la cooperativa agricola ’a Lanterna di Monasterace, Felici da Matti di Roccella Jonica; hanno conosciuto la cooperativa I.D.E.A. che si occupa di bio-cosmesi, il centro Emmaus, Casa Gialla della cooperativa AbiCoop (casa di prima accoglienza per migranti), Cangiari, il settore di alta moda di Goel.

Nel corso della settimana i ragazzi hanno avuto l’occasione di ascoltare le testimonianze di persone che si impegnano per il riscatto della loro terra. I ragazzi hanno incontrato testimoni come Vincenzo Linarello, presidente di Goel, Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace ed ex ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, suor Carolina, collaboratrice a Brancaccio di padre Pino Puglisi, Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro, don Tonino Saraco, parroco di Ardore Marina e rettore del Santuario di Polsi.

Molto importante e arricchente è stato l’incontro con le famiglie del luogo che con semplicità e generosissima ospitalità hanno accolto a cena ogni sera i ragazzi; è stata un’occasione di incontro, di scambio e soprattutto di vicinanza con la realtà quotidiana della Locride.

Tutte le persone e i volti incontrati hanno testimoniato ai giovani le scelte fatte nel loro percorso esistenziale sin qui e che fanno da specchio a quella dei ragazzi-campisti che tornano a casa con la provocazione lanciata da don Tonino: “Quale traccia volete lasciare nella vostra vita?”.

Miryam, Marco e gli altri

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana