Giovani in Brasile: le «gocce» preziose di Antonina e don Paolo

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Da La Libertà del 5 agosto

Un gruppo di 18 ragazzi della nostra Diocesi è partito per visitare le missioni in Brasile, tra questi anche Marianna, Lucia e Dado della nostra unità pastorale “Oscar Romero”, accompagnati da un entusiasta don Fortunato Monelli.

Appunti di un giovane viaggiatore: “La preparazione è iniziata qualche mese fa con degli incontri conoscitivi sulla lingua e la storia del Brasile. Il più bello è stato quello in cui abbiamo condiviso le nostre aspettative con altri ragazzi che partiranno a breve per visitare altre missioni. Quando mi hanno proposto di partire per questo viaggio, non avevo in programma grossi impegni per l’estate e allora mi sono detto: perché no? Parto senza un vero motivo, sperando di trovarlo lì ma con la mente aperta ad ogni incontro ed alle esperienze che mi si presenteranno…”.

La onde os pes andam o coracão ama e a cabeça pensa! (Là dove i piedi camminano il cuore ama e la testa pensa!).
“…Prima inizia a camminare poi inizierai ad innamorarti ed alla fine capirai che cosa hai fatto.
Questo è un proverbio brasiliano che ci è stato detto il giorno della partenza. Lo stesso giorno indossavo una maglia che mi è stata fatta da un’amica su cui c’è una frase a cui tengo molto: «Non è sognare che aiuta a vivere ma vivere che aiuta a sognare» ed è la prima impressione che mi sono fatto del popolo brasiliano; gente che cammina, vive prima di tutto, poi si innamora e alla fine pensa, sogna… questa cosa mi ha colpito subito!
è stata l’accoglienza più bella: mi ha fatto sentire subito uno di loro perché come detto sopra anche io sono partito senza un vero motivo, mi sono messo in cammino senza pensare, lasciandomi guidare da quello che il viaggio mi darà…”

Team-Oscar-Romero---Brasile

“Abbiamo incontrato una signora, Antonina, che è qui da 51 anni e dopo qualche ora di chiacchiere ci salutiamo promettendoci che se ritorneremo, andremo da lei a mangiare il gnocco fritto, ci ha dato l’arrivederci così: «Non so dove, non so quando, ma se Dio lo vorrà ci ritroveremo».
Siamo nella nazione dei controsensi; c’è un detto, «con calma e senza rabbia», che si contrappone a quello che vedi: case circondate da mura con filo spinato e fili della corrente per paura/rabbia verso gli altri… e palazzoni enormi di lusso di fianco a baracche ammassate l’una sull’altra…”.
Il viaggio continua… con altre testimonianze.
Molto tempo fa in una foresta scoppiò un incendio, gli animali iniziarono a scappare per mettersi in salvo.
Un leone si fermò per osservare un colibrì che avanti e indietro dal fiume portava con il suo becco delle gocce d’acqua verso la foresta, per spegnere l’incendio… il leone si rivolse al colibrì dicendo: “pensi di riuscire a spegnere un incendio così grande con delle gocce d’acqua?”. E il colibrì rispose: “So che non posso spegnere il fuoco da solo ma sto facendo la mia parte”.
Questa favola brasiliana dipinge perfettamente le due realtà con le quali siamo entrati in contatto in questi primi giorni dell’esperienza missionaria in Brasile.
La stessa signora Antonina di prima, laica missionaria che vive a Salvador de Bahia, ci ha raccontato di alcuni dei progetti che ha portato avanti durante la sua vita brasiliana: tra questi, il sostegno economico e morale dato a ragazze madri inserendole in un contesto lavorativo e l’interesse mostrato nei confronti del percorso di istruzione di bambini e ragazzi.

Don Paolo, prete fiorentino di 53 anni, vive a Salvador da più di 6 anni e porta avanti il progetto Beija – Flor a Massaranduba, bairro degradato situato nella periferia di Salvador.
La struttura dà la possibilità a bambini dai 2 ai 12 anni di trascorrere lontano dalle tristi e violente realtà familiari e del quartiere il tempo extra scolastico. Le attività ludiche proposte mirano a creare nei bambini consapevolezza del loro valore e delle loro potenzialità e si propongono come stimolo per un futuro dignitoso.

Questi due incontri dimostrano come nella realtà caotica di Salvador, caratterizzata da violenza, disoccupazione, discriminazione e povertà, il bene si manifesta attraverso piccole gocce, che pur non risolvendo tutti i problemi donano un respiro di speranza.

Team «Oscar Romero»
Brasile 2017

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana