Uomo e creato, PIETRA miliare

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All’Ente Parco il complesso dell’eremo di Bismantova

La più importante notizia diocesana di mezza estate viene dalla montagna e rotola velocemente a valle: la Diocesi, la parrocchia di Ginepreto e il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano hanno sottoscritto un protocollo d’intenti relativo al complesso edificato dell’eremo di Bismantova, la cui proprietà è donata all’Ente Parco per la sua conservazione e il recupero architettonico. Diverrà fin da subito un Centro di informazione e documentazione sul rapporto tra spiritualità e natura, con sviluppi sulla storia del santuario e della devozione mariana, da un lato, e sulla straordinaria geologia del luogo dall’altro, avendo come trait d’union l’etica della custodia del creato, secondo la profetica enciclica di papa Francesco Laudato si’.
A darne comunicazione, in una conferenza stampa convocata al nuovo Centro pastorale interparrocchiale di Castelnovo Monti la mattina di mercoledì 26 luglio, sono il Vicario generale della Diocesi monsignor Alberto Nicelli, il parroco di Ginepreto don Evangelista (Geli) Margini, il presidente del Parco Fausto Giovanelli e il sindaco di Castelnovo Enrico Bini.

Si è iniziato ad affrontare congiuntamente la questione fin dai primi mesi di quest’anno. Si partiva dalla preoccupazione che l’area che sorge ai piedi della Pietra, abbandonata da più di due anni dopo il rovinoso distacco di una parte della montagna, non si eclissasse dall’orizzonte di fede della popolazione. Al tempo stesso, dal punto di vista immobiliare, l’operazione di recupero e ristrutturazione sarebbe stata insostenibile per le finanze diocesane. Così, dopo “una riflessione molto intensa”, come spiega monsignor Alberto Nicelli, i soggetti coinvolti si sono trovati uniti nella volontà di rilanciare quel complesso così connaturale alla Pietra valorizzandolo dal punto di vista sia spirituale che culturale, e di agire il più presto possibile. In che modo? La prospettiva ispiratrice è scritta nero su bianco nell’atto di donazione formalizzato già il 20 maggio: il testo guida è l’Enciclica sulla cura della casa comune pubblicato nel 2015 da papa Bergoglio.
Se pure per certi versi sia stata sofferta, “siamo davvero soddisfatti di questa operazione”, dice ancora il Vicario generale, precisando che la transazione ha ottenuto l’autorizzazione della Santa Sede ed è stata preventivamente illustrata al clero della montagna: nel merito, la Diocesi cede al Parco buona parte del complesso, riservandosi solo il santuario e alcuni ambienti legati per vari motivi alla vita del tempio. Si è poi concordato di costituire un organismo di garanzia che guidi le scelte future, che terranno conto dell’anima laica e di quella ecclesiale del luogo, grazie alla presenza del Vescovo, del parroco, del presidente del Parco, del sindaco (o di loro delegati) e di uno dei vicari della montagna.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 5 agosto

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