“Acqua, energia e clima”: Luca Lombroso a LigonchioEnergia ospite del Parco Nazionale

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Sabato 5 agosto, alle ore 17, in occasione della rassegna ‘LigonchioEnergia’, si svolgerà presso la Centrale ENEL la conferenza sui cambiamenti climatici organizzata dal Parco Nazionale alla quale interverranno  il presidente, Fausto Giovanelli, e Luca Lombroso, meteorologo free lance, esperto di clima e divulgatore ambientale, che svolgerà la Lezione Magistrale “Acqua, energia e clima”.

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 “In occasione di LigonchioEnergia – spiega il presidente Giovanelli – ogni anno il Parco nazionale, affiancando  il Comune di Ventasso ed ENEL, propone percorsi educativi presso il nostro Centro per l’Educazione alla sostenibilità, Atelier di Onda in Onda e visite guidate al territorio.  Per il 2017 abbiamo scelto come tema del cambiamento climatico e la risorsa idrica;è di estrema attualità in Appennino e in tutto il territorio nazionale. Luca Lombroso ci farà capire e sapere di più è in modo diretto.Tutti dobbiamo fare qualcosa per frenare il riscaldamento della terra e tutelare l’acqua”. 

Luca Lombroso, nel suo intervento “Acqua, energia e clima”, affronterà un temo centrale quello degli accordi sul clima sottolineandono la centralità e la necessità di mettere in campo un vero cambiamento. “L’ondata di calore di questi giorni e la scarsrsità l’acqua dimostrano come sia urgente attenersi agli accordi di Parigli, non superando i due gradi previsti per l’aumento della temperatura. Ciò che dobbiamo fare, però, è un rinnovamento necessario: abbandonare completamente i combusitbili fossili, petrolio, carbone e gas. Per capire il valore e la necissità di una nuova etica, il testo migliore è sicuramente l’enciclica di Papa Francesco ‘Laudato si’. Infatti, non è più il tempo delle mezze misure. E’ doverso ripensare le nostre produzioni, l’agricoltura e l’alimentazione. Il clima in Appennino è un esempio concreto: ormai le codizioni che si raggiungono sono quelle che prima si raggiungevano solo in Pianura Padana e l’inverno è una chimera che stiamo perdendo, anche a causa di un turismo invernale basato sulla monocultura dello sci. Per fortuna che in alcuni territrori come il reggiano si stanno facendo altre scelte. L’invito, quindi, è a riflettere e prendere parte, ciascuno nel suo contesto, al necessario cambiamento”.

 

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