Che c’entra la Arbus con Platone?

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A pagina 46 della sua copia ‘The works of Plato’, Modern Library Edition, 1928, Diane Arbus sottolinea il passaggio: “…una cosa non è vista perché è visibile, ma al contrario, è visibile perché è vista…”. Il passo si trova nell’Eutifrone di Platone, in cui il filosofo greco tratta, attraverso le parole di Socrate e Eutifrone appunto, di cosa sia santo o non santo, potremmo dire giusto o non giusto, il filosofo, poi condannato a bere la cicuta per essere stato accusato di traviare le giovani generazioni, arriva a stabilire che spesso è la pietà che ci leva dall’impiccio.

Scoprire che la fotografa americana Diane Arbus leggesse Platone non mi ha stupito più di tanto, quello che mi ha sorpreso è che da anni ho sul comodino a fianco del mio letto una copia di “Platone – tutti gli scritti” tradotti da Giovanni Reale ed editi da Bompiani, il libro mi fu regalato, con una bella dedica, nel Natale 2002 dal mio amico Vasco Ascolini e da allora mi fa compagnia dormendomi di fianco.

L’altra cosa che non mi ha stupito, ed è di questo che parleremo, è stata la sottolineatura ed il perché sta proprio nell’opera fotografica della nostra amica.

Diane Arbus, nata Nemerov a New York nel 1923 e morta suicida in un appartamento di Greenwich Village a Manhattan nel 1971, è sicuramente la fotografa che ho amato ed amo tuttora di più fra tutti quelli che ho studiato.

Tod Papageorge, 1967, Diane Arbus at Central Park N.Y.C.-02

Tod Papageorge, 1967, Diane Arbus at Central Park N.Y.C.

Non sto dicendo che il suo lavoro è stato per me una fonte di ispirazione, ma sicuramente ho amato il suo modo di vedere le persone, o meglio certe persone. Dovete avere la pazienza di andarvi a vedere le sue fotografie, così vi accorgerete perché dico ‘certe persone’, qualche fotografia per esempio:

1962-Arbus-Child with a toy hand granade in Central park, NYC

Diane Arbus, Child with a toy hand granade in Central park, NYC, 1962

 

1963-ArbusThree Puerto Rico Women, N.Y

Diane Arbus, Three Puerto Rico Women, N.Y, 1963

 

1964-Arbus-Bishop at the sea, Santa Barbara, Cal

Diane Arbus, Bishop at the sea, Santa Barbara, Cal., 1964

 

1970-Arbus-A Jewish giant at home with his parents in the Bronx,NY

Diane Arbus, A Jewish giant at home with his parents in the Bronx, NY, 1970

 

Queste straordinarie immagini, per alcuni di difficile lettura se non addirittura di difficile comprensione, non sono altro che la realizzazione di quella sottolineatura nel dialogo fra Socrate ed Eutifrone.

Rendere visibile qualcosa perché è stato visto, come ebbe a dire lei stessa una volta: “Ci sono cose che nessuno vedrebbe se io non le fotografassi”.

 

P.s. Alcuni titoli per comprendere meglio:

Diane Arbus, An Aperture Monograph, Millerton, New York, 1972 (ne esiste una recente traduzione in italiano)

Diane Arbus Revelations, Jonathan Cape, Random House, London, 2003

Diane Arbus in the beginning, Yale university press, London, 2016

Patricia Bosworth Diane Arbus, Vita e morte di un genio della fotografia, Rizzoli, 2006

 

Per commentare la rubrica scrivi a giuseppemariacodazzi@laliberta.info

 

 

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