Tra ingegno architettonico ed esigenze liturgiche

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Da La Libertà dell’8 luglio

Lo scorso fine settimana a Palermo si è svolto un convegno liturgico diocesano dedicato al tema degli spazi celebrativi e della loro progettazione: fra i relatori invitati compare anche il nome dell’architetto reggiano Paolo Bedogni, che sabato 1 luglio ha proposto una riflessione sul tema “Tra ingegno architettonico ed esigenze liturgiche”. Che ruolo hanno gli architetti nella progettazione dei luoghi dedicati alla liturgia? Come nasce il disegno di uno spazio liturgico a servizio del rito? Come interiorizzare le esigenze della comunità e tradurle all’interno del percorso di progettazione? Sono alcune delle domande rivolte ai partecipanti, tra i quali monsignor professor Crispino Valenziano, nato nel 1932 a Cefalù e considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale in iconografia dell’arte sacra.
“Per affrontare il tema dell’architettura di chiese occorre pensare allo spazio in grado di accompagnare l’assemblea celebrante nelle azioni rituali e nelle preghiere. Mi piace pensare che i committenti per tali opere non siano le istituzioni ecclesiali, ma le assemblee celebranti che si percepiscono come tali”, sostiene Bedogni, e prosegue: “Il cantiere diventa la riprova del pensiero progettato e di una filosofia di fondo condivisa dentro la comunità. L’opera dell’arte liturgica è bella quando è espressione di un cammino comunitario”. Una sfida complessa da affidare al mestiere dell’architetto nel quale “occorre saper individuare i problemi e convivere con essi per superarli. Tutto ciò appartiene al processo d’ispirazione creativa. L’architetto è un problemologo che, solo attraverso i problemi, arriva alla definizione dei dettagli costruttivi. «God is in the details», diceva Mies Van De Rohe, ovvero «Nel particolare esecutivo lì sta Dio»: allo stesso modo Paolo VI a proposito della nuova liturgia orientata da Sacrosantum Concilium suggeriva la «cura dei particolari» perché nulla fosse demandato al caso durante le diverse celebrazioni”.

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Una particolare attenzione al tema della mistagogia attraverso lo spazio e tutti gli elementi che lo caratterizzano, rappresenta da sempre la cifra progettuale dell’architetto Bedogni.
Nel suo intervento l’architetto ha descritto varie esperienze di progettazione che si sono succedute in oltre trent’anni di lavoro su queste tematiche e che hanno avuto come protagonisti del dialogo progettuale l’architetto, i liturgisti e le comunità: in particolare, in territorio locale, la chiesa di San Girolamo a Reggio Emilia e il restauro da poco concluso della chiesa di San Bartolomeo a Parma. Sono state inoltre illustrate alcune tra le opere più significative realizzate a livello nazionale: il restauro del Tempio di Santa Maria Sopra Minerva ad Assisi e del Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano con i liturgisti Silvano Maggiani O.S.M. e Enrico Mazza.
Assieme al liturgista Matteo Ferrari sono stati condotti i lavori più recenti: il Monastero delle Clarisse di Sant’Agata Feltria (Rimini), la Casa-Chiesa di Trambileno (Rovereto, nelle foto).
Si segnalano poi i lavori di restauro in corso relativi al Santuario di Santa Maria del Pozzo a Capurso (Bari); il progetto preliminare della nuova Chiesa adiacente al Santuario del Beato Giacomo a Bitetto (Bari); la realizzazione dell’adeguamento liturgico della Cattedrale di Prato, in collaborazione con Silvano Maggiani e con l’artista americano Robert Morris.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura