Dalla matematica, l’architettura: le evidenze in un percorso storico

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L’architettura è disciplina complessa da realizzare e da interpretare. I forti condizionamenti dell’arte del costruire implicano, oltre alla definizione dell’assetto formale, la verifica di stabilità e l’esigenza della fruibilità. Si aggiunga la natura tridimensionale dello spazio che implica, a sua volta, la quarta dimensione come tempo di percorrenza in una visione costantemente dinamica. Così oggi, così nel passato.
L’architettura storica che emerge nella città attuale, a riscattare un tessuto urbano a volte anonimo, comporta anche maggiori difficoltà esegetiche, perché con l’alterazione delle opere si è perso il lessico compositivo che ne era il vocabolario di riferimento. Di qui la difficoltà, negli interventi di restauro e riuso, di un giudizio condiviso. La via matematica, a nostro avviso, è il solo percorso attendibile per la conoscenza dell’idea progettuale, perché riconosce gli stessi parametri adottati all’origine dal maestro costruttore.

In questa direzione critica nell’ambito dell’iniziativa Open sono stati pensati due momenti di incontro come dibattiti aperti e guidati perché il pubblico ne fosse partecipe.
Il primo, incentrato sul Medioevo, ha toccato un ambito culturale dove le arti liberali illuminano il pensiero e le opere alla luce di un’alta sapienza costruttiva e di un imprescindibile riscontro biblico. Le architetture, in particolare quelle sacre, sono intese come espressione delle Scritture che debbono pertanto essere dichiarate attraverso la struttura e la forma.
Su questa linea si è sviluppato un dialogo tra due architetti di diversa generazione: Franca Manenti Valli, con esperienza maturata attraverso interventi operativi e attività di ricerca nel lungo corso della professione, e Fabio Cocconcelli, giovane direttore di Reggio Storia, interessato alle stesse tematiche e con il desiderio di conoscerne i presupposti e la metodologia d’approccio. Una sorta di dialogo maestro-allievo.

Un gioco di domande e risposte, informate soprattutto a due temi: la piazza dei miracoli di Pisa, oggetto dell’ultima pubblicazione dello Studio (Pisa, lo spazio e il sacro, Polistampa 2016), e la torre di Rossenella, ultimo lavoro di restauro e recupero premiato con la targa di segnalazione dell’Istituto Nazionale dei Castelli. Dal più importante complesso architettonico dell’Occidente medievale cristiano al manufatto più semplice del sistema fortificato matildico: sottesa la presenza della grande Contessa in entrambi i contesti.

Leggi l’intero articolo su La Libertà dell’8 luglio

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