Riforma e Controriforma

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Una visione apocalittica
Lutero, come tutti i mistici e riformatori visionari, era convinto che il Giorno del Giudizio fosse imminente. Questa sua visione teologica la elaborò studiando l’Apocalisse, testo al quale da giovane non aveva dato molta importanza, ma con l’accentuarsi della disputa con la Chiesa di Roma e dopo la scomunica egli vide nella figura del papa l’Anticristo dell’Apocalisse, come riportato in 2Ts 2,4; Dn 11,31-36; Dn 9,27; Mt 24,15. Perciò il papato non faceva parte di nessuno degli Ordini creati. La prospettiva escatologica – che il Giorno del Giudizio stesse per arrivare – nella prima parte del XVI secolo era molto sentita. Tra il 1533 e il 1534, nella Sassonia, vicino a Wittenberg, due profeti annunziarono la fine del mondo. Il primo, amico di Lutero, Michael Stifel, parroco a Lochau, in base a calcoli matematici e speculazioni bibliche, aveva fissato la venuta di Cristo per il 18 ottobre 1533 alle otto del mattino. Lutero inviò un suo osservatore. Passata la mattinata, per il profeta le cose si misero male, ma con l’aiuto di Lutero si salvò.
Lutero si considerava profeta di Cristo. Per questo i nemici di Cristo sono anche suoi nemici. In quel periodo compone una preghiera-canzone per l’infanzia, da cantare per sconfiggere i due nemici: Mantienici, o Signore, nella tua parola / E sventa i delitti del papa e del turco / Che volevano far cadere il tuo trono / Gesù Cristo tuo figlio. La visione escatologica di Lutero non contempla infatti la figura del Papa, in quanto Anticristo. Per Lutero l’azione dei pontefici è prevaricatrice dei due ordini, lo Status ecclesiasticus e lo Status politicus. Perciò, essendosi rivelato l’Anticristo, il Giudizio Universale era imminente.

Lutero (il cui vero nome era Martin Luder), nel 1517, quando inizia la sua disputa sulle indulgenze, prende la decisione di cambiare nome; si chiamerà Eleutherius / libero in Dio, liberato in Cristo; questo rifletteva la sua nuova posizione di persona libera, di un nuovo cristiano.
Gli storici, da oltre cinquecento anni, cercano di stabilire quando Lutero ruppe con il cattolicesimo. In assenza di indizi sicuri, bisogna prendere per buono quello che lui stesso scrive nelle prefazioni ad alcuni suoi scritti: che viene folgorato, e le Scritture gli rivelano che gli uomini ricevono la giustizia attraverso la grazia del Signore, contrariamente a quanto predicato dalla Chiesa sino ad allora, cioè non attraverso le opere o peggio ancora attraverso l’acquisto delle indulgenze vendute dalla Chiesa.
Secondo Lutero, per ottenere la grazia il peccatore deve fare atto di contrizione, provare rimorso ed essere angosciato per la sua situazione di colpa. Lutero ebbe la percezione che i peccatori non ricorressero più al sacramento della confessione, perché per mondarsi dei loro peccati avevano trovato la strada più comoda, l’acquisto di secoli di indulgenze.

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