Meglio puntare sulle buone notizie

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Da La Libertà del 24 giugno

Il Papa lo ha ribadito chiaro e tondo: “Per noi cristiani, l’occhiale adeguato per decifrare la realtà non può che essere quello della buona notizia, a partire dalla Buona Notizia per eccellenza: il Vangelo”.
Il Copercom ha immediatamente fatto suo l’invito lanciato da Papa Bergoglio in occasione della 51ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, celebrata domenica 28 maggio.
Il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione (il Copercom, appunto), insieme alle 29 associazioni che lo compongono, si è subito assunto un impegno, che suona come una pubblica promessa.

“Ci impegniamo da comunicatori cattolici a costruire una narrazione contrassegnata dalla logica della buona notizia nel campo aperto della comunicazione globale, ben consapevoli della sfida posta dalla laicità”.
Composto da una variegata gamma di associazioni – da Azione Cattolica ad Agesc, da Mcl alle Acli, da Fisc e Acec al Masci – , il Copercom del presidente Domenico Delle Foglie ha immediatamente raccolto l’invito del Papa per tradurlo nella realtà.
“Vogliamo esplorare ogni nuovo dramma dell’umanità come scenario di una possibile buona notizia – rilancia il Coordinamento nel suo messaggio – e intendiamo offrire un pane fragrante e buono a quanti si alimentano dei frutti della nostra comunicazione.
E vogliamo dare diritto di cittadinanza alla buona notizia che resta maggioritaria anche nell’era digitale e nonostante le insidie della post-verità”.

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“Post truth”, la post verità: i fatti non contano più, le persone sono più influenzabili dalle emozioni che spesso si trasformano persino in bugie condivise. È così diffusa, la Post-verità, che l’Oxford Dictionary l’ha dichiarata “Parola dell’anno 2016”.
Il Copercom assicura il suo impegno anche per cambiare la prospettiva: “Consapevoli dello scandalo del male che percorre la vita di persone, famiglie e comunità, non vogliamo arrenderci a una comunicazione in ostaggio delle «cattive notizie», frutto di una pervasiva negatività che sembra aver catturato il cuore e la ragione dell’umanità”. La realtà fa già “il suo sporco lavoro”, tanto che – per dirne una – i tragici fatti di Manchester dopo pochi giorni sono già dimenticati perché gli utenti sono assuefatti, ma per il Copercom ciò è una ulteriore ragione per “dover ostacolare il malumore, la rassegnazione e l’apatia, indossando gli «occhiali giusti» per leggere la realtà alla ricerca della buona notizia e dei testimoni della speranza e della fiducia”.

r.c.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura