Tra Lisbona e Fatima: il trionfo dei piccoli

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Alla Libreria Paoline il romanzo di Paolo Gulisano sul Celtic 1967

Una storia di sport, di grande sport, e molto di più… è quella che ha raccontato il medico e scrittore milanese Paolo Gulisano – rinomato esperto di cultura britannica e celtica, autore di numerosi saggi di tema storico e letterario (da Tommaso Moro a Tolkien, da Andreas Hofer a Guareschi) –, intervenendo sabato 17 giugno alla Libreria Paoline di Reggio Emilia per presentare il suo primo romanzo: Il prodigio di Lisbona. Da una periferia scozzese alla Coppa dei Campioni… passando per Fatima (Elledici).

Una favola sportiva
Il libro ripercorre la favola sportiva (il prodigio, appunto – per non scomodare l’impegnativo termine “miracolo”) che cinquant’anni fa, nel 1967, vide il Celtic Glasgow, blasonata squadra di un campionato modesto e periferico come quello scozzese (nata nel 1887 per iniziativa caritativa di un religioso cattolico di origini irlandesi che si proponeva di raccogliere soldi da destinare ai poveri della città), trionfare nella massima competizione europea ai danni della fortissima di Inter di Helenio Herrera e Sandro Mazzola.
Una favola sportiva di cui oggi sembra ormai impossibile trovare l’analogo, in uno sport dove da tempo i valori agonistici, morali ed educativi hanno lasciato il passo a logiche puramente aziendalistiche (vedasi a riprova la “favola rovinata” del Leicester, piccolo club inglese che due anni or sono compì l’incredibile impresa di vincere la Premier League, ma la cui dirigenza non esitò a licenziare l’allenatore Claudio Ranieri, artefice dell’insperato trionfo, al primo filotto di risultati negativi) e alla tendenziale trasformazione dei calciatori in una sorta di “gladiatori” super-ricchi, volgari e iper-narcisisti.

Leggi tutto l’articolo di Federico Adinolfi su La Libertà del 24 giugno

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