Essere coppia: il futuro è essere fraternità

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PASTORALE FAMILIARE. Echi dalla tavola rotonda promossa a San Martino in Rio per il ventennale del percorso per giovani coppie

La settimana scorsa La Libertà ha ripercorso le tappe fondamentali dei vent’anni della proposta francescana “Essere coppia. Essere fraternità” (ECEF) rivolta a fidanzati e giovani sposi. Promotore del percorso è stato fra Adriano Parenti che ha sempre dimostrato grande capacità di ascolto nei confronti di coppie e fidanzati.
“Questa iniziativa, ha ricordato Giuseppe Pagani nel corso della tavola rotonda del 2 giugno a San Martino in Rio, nasce dalla determinazione di Adriano e dal suo credere nella complementarietà vocazionale tra chi è religioso come lui e chi vive la chiamata al matrimonio”. Il percorso francescano per coppie è cambiato nel corso degli anni. “Affinché il cammino continui, sintetizza fra Adriano, i cambiamenti devono esserci”. Dopo tre anni di corsi a Scandiano, nel 2001, il corso si trasferisce a San Martino e il cambio sede comporta necessariamente un avvicendamento tra gli animatori. Poi nel 2008 Adriano è trasferito a Bologna e il percorso ECEF, rimasto a San Martino, è chiamato a un nuovo salto di qualità: il motore propulsivo sono ora coppie di sposi.

“Credo che in quegli anni la proposta sia maturata, ricorda Adriano, poiché da allora l’Ordine Francescano Secolare insieme ad altre coppie di sposi ha preso per mano ECEF in collaborazione con i Frati. Trovo naturale che i primi responsabili di una proposta rivolta a coppie incamminate verso il matrimonio siano coloro che vivono questa vocazione”. Negli anni in cui fra Adriano è a Bologna, il frate che accompagna il percorso è padre Ivano Puccetti.
Dalle occasioni di ascolto con le coppie e i singoli nasce il libro “Essere coppia. Essere fraternità”, nel quale Adriano ha trascritto e schematizzato i temi e le occasioni di confronto con le coppie, condividendo poi gli elaborati con gli animatori del percorso. “Il libro è ancora oggi un punto di riferimento per chi come me e mia moglie Caterina offre la propria disponibilità ad animare le serate”, ricorda Stefano Nava (foto 1). “Partiamo dal libro, anche se poi ogni volta aggiungiamo qualcosa di nuovo. Riflettendo insieme sui temi della serata ci accorgiamo che le risposte che diamo oggi sono diverse da quelle che davamo qualche anno fa e ogni volta è come rifare il percorso. è un testo ricco di umanità che aiuta a confrontarsi anche sugli aspetti più faticosi della vita matrimoniale”.

Leggi tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 17 giugno

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana