Cultura e creatività: a Reggio un miliardo di Valore Aggiunto

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Il valore aggiunto generato dal sistema produttivo culturale e creativo della provincia di Reggio Emilia ha superato i 950 milioni, ovvero il 6% della ricchezza complessivamente prodotta dal territorio reggiano. Un risultato raggiunto grazie all’impiego di quasi 17 mila occupati che rappresentano una quota sul totale dell’economia provinciale pari al 7,1%.
A creare un così rilevante valore concorrono diverse categorie produttive: le industrie creative e quelle culturali; le attività di conservazione e fruizione del patrimonio storico-artistico, che si occupa della gestione e della valorizzazione del patrimonio culturale, e quelle di produzione di cultura non riproducibili (performing arts e arti visive). A queste, che rappresentano il core delle attività culturali, vanno aggiunte le attività creative driven, cioè tutte le attività economiche – come, ad esempio, l’artigianato – non strettamente riconducibili alla dimensione culturale ma caratterizzate da strette sinergie con il settore.

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Le industrie culturali, da sole, producono quasi 223 milioni di valore aggiunto – prosegue l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia su dati della Fondazione Symbola-Unioncamere – ovvero circa un quarto del totale sistema produttivo culturale, stessa quota percentuale se si considerano gli occupati del settore (oltre 4 mila). A seguire, in termini di importanza, si trovano le industrie creative, capaci di produrre 131,4 milioni di valore aggiunto, grazie all’impiego di 2.600 addetti. Un ruolo importante è infine esercitato dalle due attività tradizionali del settore culturale: la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, che nella provincia di Reggio Emilia produce quasi 82 milioni di euro di ricchezza e impiega 1.800 addetti; le performing arts e le arti visive, capaci di generare 9,3 milioni di euro di valore aggiunto con solo 200 posti di lavoro.
Alla ricchezza prodotta dai settori che sono il cuore della cultura, si deve aggiungere, come detto, quelli provenienti dalle attività creative driven che comprendono quelle attività caratterizzate dall’impiego di professionalità creative. Si tratta di una componente di rilevo che, a livello provinciale, rappresenta più della metà del valore aggiunto generato dal settore: quasi 505 milioni di euro e 8.200 addetti.

 

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