Missione a Pucallpa: «innaffiare» la pianticella giovane della fede

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Incontro con don Andrea Gilardi, milanese, «fidei donum» in Perù

Don Andrea è l’esatto contrario dello stereotipo che circonda il milanese nell’immaginario comune: pacato, meditativo, misurato nei movimenti e nei modi, quando parla sembra scegliere con cura le espressioni più appropriate per tratteggiare l’esperienza che sta vivendo nel territorio pastorale affidatogli a Pucallpa, città in costante espansione nella regione del fiume Ucayali, zona periferica del Perù non lontana dal confine col Brasile. La calma, la riflessività, l’assenza di quella “ansia del fare” con cui ormai un po’ tutti ci misuriamo, sarà pure una caratteristica innata della sua personalità, ma una parte di merito non si potrà non attribuirla allo stare in mezzo alla gente a cui è stato mandato come missionario fidei donum dall’Arcidiocesi di Milano , dal gennaio del 2012. Lo incontriamo a Reggio al Centro Missionario, in un pomeriggio assolato e afoso che riporta don Andrea in qualche modo alle temperature ed al clima – ancora più torrido – con il quale s’è abituato a convivere negli ultimi cinque anni. Lo accompagna l’amico e collaboratore Giordano Lusuardi, del Gruppo missionario di Novellara.

La storia del sodalizio comincia con un’intuizione – col senno di poi diremmo provvidenziale – di don Candido Bizzarri, che nel 2010, due anni prima della sua morte, in cerca di un progetto missionario da sostenere a distanza, s’imbatté in una richiesta di aiuto economico lanciata attraverso una rivista missionaria dal vescovo Gaetano Galbusera, salesiano, milanese, rettore del Vicariato apostolico di Pucallpa, il quale cercava chi potesse donare una somma per l’edificazione di una parrocchia in quell’area, giovanissima per la sua storia (sorge nell’Ottocento) ed in continuo e crescente allargamento demografico (nel 2005 gli abitanti erano trecentomila, oggi sono raddoppiati… e la metà non supera i vent’anni). La generosa adesione a quella proposta da parte di un benefattore novellarese, caro amico di don Candido, oggi anch’egli defunto, non si fece attendere, e con l’acquisto del terreno sorse il primo nucleo della futura parroquia “San Francisco de Asís”; come azione conseguente il Gruppo missionario novellarese ha intessuto relazioni via via più vive e significative con la missione peruviana.

Continua a leggere tutto l’articolo di Matteo Gelmini su La Libertà del 10 giugno

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