«Essere coppia. Essere Fraternità»: 20 anni di incontri in stile francescano

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Il 2 giugno, nella prima delle tre Serate di Primavera del Centro Missionario dei Cappuccini di San Martino in Rio, un confronto sul cammino intrapreso

Crescere insieme nella vocazione al matrimonio: con questo fine nasceva nel 1997, presso il convento dei Cappuccini di Scandiano, il percorso per fidanzati e giovani coppie di sposi “Essere coppia. Essere fraternità”. I vent’anni di cammino sono stati ricordati venerdì 2 giugno a San Martino in Rio nel corso di una tavola rotonda inserita nella prima delle Serate di Primavera promosse dal Centro Missionario dei Frati Cappuccini (nelle foto 1 e 6 di Patrizia D’Errico).

Gli esordi
Il primo incontro di “Essere coppia. Essere fraternità” (ECEF) si è tenuto il 17 gennaio 1997 nel convento dei Cappuccini di Scandiano. Catalizzatore di questa nuova proposta francescana è frate Adriano Parenti (nelle foto 2 e 3 di Mattia Catellani) che nel 1993 arriva a Scandiano per seguire la Pastorale giovanile e vocazionale dei Cappuccini emiliani e forma una équipe composta da laici e religiose per incontrare i giovani.
Pastorale vocazionale non vuol dire “reclutare frati e suore”, chiarisce Adriano, “ma aiutare ciascuno a scoprire il Progetto personalissimo che Dio ha su ciascuno dei suoi figli e delle sue figlie”. E poiché la gran parte delle persone che si rivolgono a lui e ad altri frati per la direzione spirituale si sentono chiamate al matrimonio, frate Adriano inizia a proporre loro alcune riflessioni elaborate insieme ai collaboratori.

Le iniziative di Adriano si intersecano con il vissuto dei membri della fraternità scandianese dell’Ordine Francescano Secolare (Ofs) alcuni dei quali, negli anni ’90, offrono la loro disponibilità in parrocchia per accompagnare le coppie di fidanzati verso il matrimonio. Tra di loro ci sono Giuseppe (Beppe) Pagani e la moglie Sandra (foto 4, M.C.) che frequentano con interesse un corso per animatori di corsi per fidanzati tenuto da don Alessandro Manenti. “Era una proposta molto interessante, ricorda Beppe, perché per la prima volta si proponeva di riflettere insieme ai fidanzati su temi antropologici come l’influenza degli amici e dei genitori sulla coppia o sullo stile di preghiera a due. Ogni tema era accompagnato da schede per riflettere in gruppo”. Sulla scorta di questi nuovi stimoli Pagani propone a fra Adriano di offrire, come francescani, un percorso formativo per fidanzati e giovani sposi.

In alcuni mesi di lavoro e di confronto alcuni membri dell’Ofs e della Gioventù Francescana (GiFra) di Scandiano, coordinati da fra Adriano Parenti, mettono a punto la struttura del percorso e i temi degli incontri. E fin da subito vengono fissati i punti fermi di questa nuova proposta: la vocazione al matrimonio ha pari dignità rispetto ad altre vocazioni e il cammino verso il matrimonio (e anche di sposi) va inserito in un contesto di gruppo, accompagnato da un religioso e da altre coppie di sposi.
Infine l’intenzione è quella di proporre un percorso e non un corso. “La differenza – spiega Antonella Catellani (foto 3, M.C.), animatrice insieme al marito Paolo di ECEF -, sta nel fatto che un percorso prevede un cammino da fare insieme e un punto di partenza comune. Una coppia che sceglie di sposarsi è davanti a scelte importanti, che richiedono un accompagnamento, cioè un percorso. Parliamo di percorso e non di corso perché nessuno di noi ha nulla da insegnare, non ci sono professori, ma solo persone e coppie che, con molti limiti, si mettono al fianco dei giovani per fare un tratto di vita insieme. Accompagnare altre coppie in un percorso ha chiesto anche a me e Paolo di fare un percorso insieme, come coppia”.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 10 giugno

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Pubblicato in Articoli, Vita diocesana