Omaggio a monsignor Romeo Panciroli

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Il Comboniano e Arcivescovo di origini reggiane, precursore di Navarro-Valls, ricordato dieci anni dopo la morte, dal fratello Fausto, con un’importante pubblicazione a colori

Domenica scorsa, solennità dell’Ascensione del Signore, ricorreva la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, ma come spesso accade questo appuntamento è passato un po’ sotto silenzio. Non è un rammarico: sono così tante e ricche le sollecitazioni della Chiesa che non si riesce materialmente a valorizzare tutto. Un libro importante e locale, però, ci permette di richiamare la riflessione sulla portata missionaria e pastorale dei media ecclesiali.
Si tratta del volume intitolato “Monsignor Romeo Panciroli. Una vita al servizio della Chiesa” che il fratello Fausto dedica al presule reggiano, nato a Codemondo il 21 novembre 1923 e sepolto a San Polo d’Enza, dieci anni dopo la sua morte, avvenuta a Roma il 17 marzo 2006. Non va infatti dimenticato che al termine del Concilio Vaticano II padre Panciroli fu nominato Sottosegretario della Pontificia Commissione per le Comunicazioni sociali, impegnandosi in modo speciale nel settore degli audiovisivi; poi, nel giugno 1976, venne chiamato da Paolo VI a dirigere la Sala Stampa della Santa Sede, incarico che mantenne fino al 1984, servendo dopo Montini anche papa Luciani e poi san Giovanni Paolo II.
In quegli anni monsignor Panciroli avviò e diede impulso al settore dell’assistenza agli audiovisivi in Vaticano e delle trasmissioni televisive delle principali cerimonie pontificie in mondovisione. Fece così parte del seguito papale di Wojtyla in 24 viaggi, in 54 nazioni di diversi continenti, svolgendo compiti di carattere organizzativo e di collegamento per i servizi d’informazione.
Insomma un precursore di Navarro-Valls e di padre Lombardi.

Leggi tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 3 giugno

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